Un destino non tanto diverso potrebbe attendere anche me il giorno in cui consentissi ai mali che affliggono la mia povera carcassa di prevalere anche sullo spirito, ma fortunatamente quel giorno mi pare ancora lontano: per quanto le fatiche del cammino mi lascino ogni giorno estenuato e dolorante mi sforzo di stringere i denti e tirar dritto senza essere di eccessivo peso ai miei colleghi avventurieri in erba, pur con l'accortezza di non chiedere al mio corpo più di quel poco che può dare.
Sarei un ipocrita se affermassi di non invidiare la grazia rapida e precisa con cui Sir Martin e Madamigella Audra sembrano destreggiarsi tra i pericoli o l'energia con cui Mastro Naar e Mastro Finn affrontano fatiche per me inconcepibili, eppure trovo consolazione nella consapevolezza che questa mia speciale prigione di carne fiacca e ossa che paiono di gesso sia anche lo strumento con cui mi
In fin dei conti è ridicolo e infantile detestare le mie gambe sbilenche e i miei polmoni sofferenti come si farebbe con certi servitori pigri, sbadati o incapaci di cui per una ragione o per l'altra non ci si può sbarazzare: sono essi forse meno "me" delle mie dita svelte e docili, della mia lingua pronta, della mia mente esatta, della forza arcana che opera attraverso la mia volontà? "Non cogitat qui non experitur" ammonisce il Magister, ed è di un'evidenza che non ammette confutazioni che io e la mia prigione, in tutte le sue parti, siamo una cosa sola.
La mia salute sta facendo progressi, piccoli certo, e conquistati a caro prezzo, ma costanti: probabilmente mi illudo ma forse sto davvero guadagnando un po' di tempo. Se ho ritenuto di dover sospendere così presto lo studio strutturato della Scienza Arcana a Greyhaven, del resto, è proprio perché all'ombra della Cathedra Arcanis una buona parte di me, sfortunatamente cruciale per la mia sopravvivenza, stava avvizzendo troppo velocemente e con essa ogni speranza di riuscire a mettere a frutto le mie migliori facoltà nel tempo che mi resta. Ho fatto in tempo ad apprendere solo i primi rudimenti dell'Arte Taumaturgica prima che si palesassero i segni inequivocabili di un tracollo fisico, e se le indiscutibili potenzialità salvifiche di questa ricerca appaiono più che promettenti, per conseguire la necessaria comprensione dei suoi misteri avrei bisogno di anni di lavoro..anni che il mio corpo non sarà in grado di concedermi se non riuscirò a fortificarlo attraverso del duro (e sano, aggiungerebbero Sir Fabius e Sir Karol) lavoro sul campo.
E allora "vires acquirit eundo!", forse arriverà anche per me il giorno in cui non resterà altro da fare che dichiararmi sconfitto e rintanarmi in una stanza piena di ninnoli e uccellini in gabbia, ma mi farò trovare saggio, ben allenato e soprattutto molto, molto vecchio.






















