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« E' una brutta situazione. Noi abbiamo chiesto dei Paladini, e questo è ciò che ci hanno mandato. »
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Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 74   commenti totali: 84
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18 settembre 516
Martedì 19 Novembre 2013

Il Circo delle Galassie dell'anno 484



Quando il Circo delle Galassie si fermò ad Ammerung molti bambini scomparvero nel nulla, risucchiati dalla Magia del suo tendone blu notte.
Era il 484, io non ero ancora nata, ma la leggenda del Circo incantato mi ha sempre tenuta con il fiato sospeso.
Franziska me ne parlava la sera, vicino alla finestra aperta, nelle limpide notti d'inverno.

"Guarda le stelle, Kailah. Molte di loro sono le anime di bambini come te, portati via dal Circo delle Galassie"
"Piangevano, mentre andavano via?"
"No, erano felici. A piangere erano quelli che restavano indietro, le madri, i fratelli, le persone care. Ma loro volavano via senza rimpianti, senza dolore".
"Anche Adrian brilla lassù tra loro?"
Franziska annuiva e mi prendeva il braccio puntandolo su una stella scintillante. "Eccolo, è quello".

Il bambino scomparso di Franziska, rapito dal Circo delle Galassie del 484, eccolo lì. Mi guardava dalla volta celeste, io lo guardavo e lo salutavo con la mano.

Stelle - blog

Con gli anni ho scoperto che Franziska parlava di sè, del suo dolore, davanti a quella finestra buia. Guardava le stelle e ricordava la morte del suo ultimo figlio portato via dalla febbre polmonare, la stessa che, in quel lungo inverno, portò via tanti e tanti altri bambini.

Ma il Circo delle Galassie, con il suo tendone blu cosparso di stelle lucenti, era per tutti noi il vero responsabile di quelle scomparse. Tra i carri variopinti, animali esotici e misteriosi maghi e giocolieri, si nascondevano pericoli e tentazioni.
Il profumo delle ciambelle con il miele attirava i bambini come le mosche, la musica dei flauti li incantava.

Circo 01

La poesia e la minaccia, la magia e la morte si nascondono tra i fruscii del tendone.
Una volta mio padre ci portò ad Ammerung ad assistere ad uno spettacolo, i miei fratelli erano felici, elettrizzati, mentre io avevo una paura mortale che qualcuno si accorgesse del mio Potere e mi trattenesse lì per sempre.

"Accorrete a vedere la bambina che accende luci scintillanti con la sola forza del pensiero!"

Ricordo l'odore della segatura, dei carri bagnati dalla pioggia, lo scalpiccio dei cavalli.
Ci sedemmo tra le prime file, non riuscivo a staccare lo sguardo dai grandi fuochi che rischiaravano l'arena ancora deserta.
Ed ecco che lo spettacolo è iniziato.
Il Mangiafuoco, terribile e magnifico, i Pagliacci, le Ballerine Volanti, un infinito carosello di meraviglie e stupore.
I miei fratelli battevano le mani, io mi facevo piccola piccola, tutta occhi, quasi nessun respiro.
Poi, senza farmi vedere, sono scappata fuori.

Circo 02

Ed ecco che il Circo mi è apparso in tutto il suo decadente brulicare di attività nascoste.
Le stoffe che scintillavano nell'arena hanno rivelato le toppe, le macchie, i logorii del tempo. I cavi sottili sorretti da carrucole, invisibili da chi siede nel pubblico, eccoli tesi a cigolare sotto il peso di acrobati senza il dono di saper volare.
La paura della poesia si è trasformata improvvisamente nella paura della finzione. L'inganno elevato a forma artistica.

Circo 03

Anche adesso mi sento come allora.
Dur Dur è un bene o un male per questo villaggio? E quale compromesso bisogna accettare pur di evitare altra rovina? L'inverno sarà lungo e difficile, qui a Mavan.

Il palo scarnificato del grande tendone troneggia sulla Casa del Sergente e sulla locanda del Carro d'Oro.
Non c'è più l'incanto, lo splendore delle luci e dei costumi di scena, resta solo la segatura a terra e l'odore di umido delle vecchie stoffe.
Vecchi rancori, nuovi giochi di potere.

Noi, i giudici, siamo qui per ingannare gli ingannatori, in un gioco delle parti che strappa qualche sorriso e forse un po' di nostalgia. Giudici soldati, armati, pericolosi e pronti a rischiare il tutto per tutto seguendo le indicazioni di un ventriloquo, agli ordini di una voce che esce da un cappotto vuoto, da un mantello posato ad arte su una sedia. L'unica strada da percorrere, l'unica speranza di salvare ciò che rimane: le parole di un ventriloquo ladro e manipolatore.

Il Circo delle Galassie portava via i bambini, nel 484. Qui, nel 516, lo sgangherato circo di Mavan deve proteggere queste quattro case e le poche anime superstiti che le popolano.
Non ci sono più bambini a Mavan, li ha già portati tutti via la guerra.

Circo 04
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16 settembre 516
Domenica 3 Novembre 2013

Il primo fuoco



"Ammazza, che figata!"
Boar davanti al mio primo fuoco, lungo la via di Mar. Ancora mi strappa un sorriso.
Voglio dimenticare l'odore spaventoso della sua carne bruciata, le fiamme che scavano inutilmente, in un tentativo disperato di purificare il sangue ormai contaminato. Voglio dimenticare la rabbia, l'impotenza, le illusioni che si prosciugano con l'avanzare della notte. Boar non vorrebbe suscitarmi questi ricordi, questi pensieri.
Boar resterà per me un compagno fedele, un amico coraggioso, leale. Una persona allegra e positiva: è così che lo voglio ricordare, al mio fianco, sempre pronto ad una battuta scherzosa. Quante volte mi ha aiutata in battaglia! Era il mio possente angelo custode.

Sarebbe contento di sapere che Annie è scampata al massacro di Holov. Aveva simpatia per lei, chissà come sarebbe andata a finire tra loro, se lei non fosse stata catturata e lui non fosse morto... sarebbe stato bello veder nascere qualcosa, in mezzo a tante cose che muoiono. Non sono tanto brava a capire certe cose, eppure Boar è venuto a chiedermi consiglio su come comportarsi con lei. Ci speravo un po' in un lieto fine.

D'altronde la liberazione di Annie ha del miracoloso, al punto che mi è parso di cogliere nel Tenente Mikhal qualcosa di simile al sospetto. Lo posso capire, per quanto sia una considerazione spiacevole. Le modalità con cui è rimasta bloccata a Holov, l'attacco immediatamente dopo la nostra partenza, il mese e passa di prigionia, la liberazione... Che strana situazione, che strane ferite, che strane coincidenze.
Mentre Padre Engelhaft la esaminava, tra imbarazzo e professionalità, anche io la osservavo. Annie Volvert. Taciturna, chiusa, così tremendamente solitaria. Senza più una casa a cui tornare, una famiglia, ha solo l'esercito ormai. Boar forse sarebbe stato capace di avvicinarsi a lei, ma il destino non l'ha permesso. Per un soffio.

Boar se n'è andato e lei è tornata.

Annie non è l'unica ad essere tornata... poche ore fa ho rivisto il "mio" Kreepar. Scintillante di violetto nella notte nera.
Cosa cerca? Riesce a sentirmi? E' attratto in qualche strano modo da me? Oppure è soltanto una incredibile coincidenza? Magia persistente, prodigiosa... dovrò parlarne con Mastro Luger, quando capiterà.

Sì, perchè non voglio perdere fiducia nel "dono di Kayah". I fallimenti sono esperienza, devo riuscire a farne tesoro. Solo attraverso gli errori si può migliorare.
Io ci ho provato, non potevo non farlo. Ho provato ad usare la magia. Ce l'ho messa tutta, ma ho solo... reso spaventosamente dolorose le... ultime ore di Boar, senza risolvere nulla... e nonostante questo lui mi ha... ringraziata. Ringraziata, a me.

"... grazie, non ti devi scusare... mi hai salvato la vita..."
...

Kailah occhi lucidi - immagine (blog)

Guarda in alto, Kailah. Non piangere. Boar non vorrebbe vederti piangere per lui.
Prego gli Dei che adesso sia in un posto migliore di questo, che ci guardi con benevolenza e che ci prepari una bella festa. Presto o tardi tutti lo raggiungeremo. Se va bene... decapitati da un compagno misericordioso.
Ci attende un destino già scritto, dobbiamo solo corrergli incontro senza pensarci, facendo fino in fondo il nostro dovere. Possiamo fare la differenza, ciascuno di noi farà la differenza in questa guerra.

Boar se n'è andato a testa alta. Quando verrà il momento, spero di riuscire ad andarmene così anche io.
scritto da Kailah Morstan , 00:00 | permalink | markup wiki | commenti (0)