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Forum di Myst

 
« Il saccheggio in tal caso si farà, come triste e sconfitto atto di vandalismo, per sfogare il disappunto e la delusione. »
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Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 74   commenti totali: 84
103163 visite dal 13/01/2012 (ultima visita il 22/07/2019, 17:24)
28 maggio 516
Giovedì 17 Gennaio 2013

Bagno di fango... e di realismo

L'esercizio è fondamentale. Il fatto di dover sempre sperimentare tutto al momento del bisogno, e di non avere tempo per allenarmi in condizioni di tranquillità, è un problema che in qualche modo dovrò risolvere. Altrimenti è davvero difficile ottenere risultati apprezzabili.
D'altronde dove la trovo una cavia disposta a farsi venire dei crampi per darmi occasione di fare esercizio?
Qui a Lagos vige la schiavitù.
Se soltanto fossi appena un tantino più spregiudicata... però magari qualcuno disposto a farsi venire un crampo in cambio di pochi spiccioli lo trovo. Certo, nemmeno io ormai navigo nell'oro, ma qui la miseria è tale che probabilmente un tentativo o due posso permettermelo senza andare rovinata.
Non ci sono conseguenze negative, un crampo fa malissimo lì per lì, poi passa. Però non mi va di farlo a tradimento a gente inconsapevole, non mi sembra giusto.

Nella torbiera ho fatto un volo nel fango che me lo ricorderò. Se non ci fosse stato Brian a rialzarmi starei ancora lì a far compagnia alle ranocchie e alle libellule... colpa di quegli stupidi moscerini che mi sono finiti in bocca.
Fa sempre un po' ridere quando la gente cade, fa ridere pure se ti fai male.

Mi chiedo cosa succederà nelle prossime settimane. A parte il capo e quell'altro, è probabile che i quattro briganti superstiti finiranno per essere reclutati a forza nell'esercito di Uryen. E' imbarazzante. Ce li troveremo insieme alla Rocca di Tramontana, diventeranno nostri alleati, magari finiremo anche per farci amicizia. Oggi carcerieri e domani compagni d'arme. Fa strano, ma bisogna abituarcisi: è un po' quel che è successo con Greg, ed anche coi soldati della Chela, sir Madsen e compagnia bella.

Mentre combattere contro "mostri" è qualcosa che mette tutti d'accordo, la velocità con cui gli ex nemici diventano commilitoni mette un po' di dubbi addosso.
Ogni volta che si incocca l'arco, che si incrocia la spada con qualcuno, bisognerebbe dirsi "niente di personale". Perchè spesso è così: non c'è niente di personale. Ognuno sta nello schieramento che gli è capitato, ognuno cerca di portare la pelle a casa.

Pericoloso relativismo.

Una cosa per volta, meglio non confondersi con simili considerazioni. Andiamo a fare la spesa, c'è un po' di gente da comprare.


Kailah fangosa (blog)
scritto da Kailah , 10:38 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
22 maggio 516
Martedì 8 Gennaio 2013

incubo

"Non oltrepassare il segno che ho tracciato sul pavimento".
Con l'eco delle parole di Luger ancora nelle orecchie varco la soglia della cella di Cynthia.
Lei è lì, al buio, incatenata al muro come sempre. Non si volta a guardarmi, ma dall'impercettibile mutamento nel suo respiro mi rendo conto che sa di me e non sta dormendo come vorrebbe far credere.
Aspetto in silenzio qualche minuto, contemplandola.
E' spettinata, sporca, magra. A terra, nell'angolo, scorgo resti disgustosi di un miserabile pasto, l'odore della cella mi afferra allo stomaco e devo concentrarmi per soffocare un conato di vomito. Respiro cautamente, cercando di non permettere all'aria pestilenziale che aleggia qui dentro di contaminarmi.
Mentre i miei occhi si abituano all'oscurità, i dettagli della tremenda prigionia mi si palesano uno dopo l'altro. Condannata a una morte ben più triste, lenta. Condannata dal suo coraggio, condannata in un istante.
"Che aspetti?"
La sua voce mi sorprende, non so cosa rispondere.
"Kailah", ripete piantando gli occhi nerissimi nei miei. "Kailah, che cosa sei venuta a fare qui?"
"Io..." non sono mai stata brava con queste cose, cerco le parole e vedo intorno a me soltanto il vuoto, il buio. "Devi scusarmi se ti disturbo, ma vorrei... vorrei..."
"Vorresti?". C'è una nota sarcastica nella sua voce, sembra insieme irritata e divertita dal mio imbarazzo. "Vorresti farmi qualche domanda? Qualche... altra domanda?"
Scuoto il capo.
"No. Vorrei..." faccio un respiro. "Vorrei liberarti".
Mi guarda.
Un brivido mi percorre la schiena, lei si alza in piedi e sorride.
"Lo apprezzerei molto", risponde con la voce che non è quella di una ragazza prigioniera da mesi, anche se esce dalla sua gola stanca e sfinita dal pianto. E' una voce sicura, la voce del suo misterioso ospite.
Annuisco.
Avanzo di un passo, con la punta del piede sfioro il glifo a terra, che sembra scintillare debolmente.
"Protendi le mani, Kailah", dice.
Le raccomandazioni di Luger mi tornano in mente come sospinte da un'onda del mare, che subito la risacca trascina via. Rimane il silenzio dentro di me.
Avanzo di un altro passo, violando il sigillo di protezione che il vecchio stregone aveva apposto in questa cella. Cynthia mi guarda con occhi che hanno ben poco di umano, pozzi neri di mistero e di conoscenza.
"Benvenuta".
Mi rivolge i palmi delle mani, quasi ad offrire un dono invisibile. O a chiederne. Rispondo con lo stesso gesto. Cynthia mi afferra i polsi con una presa salda e fresca, traendomi a sè.
"Sei ancora molto debole" sussurra, mentre sento il potere che inizia a fluire attraverso di me. Lei se ne nutre, diventa più calda. Gli occhi le brillano, completamente neri.
"Non importa", aggiunge poi dopo il suo breve esame. Io fatico a reggere il suo sguardo, che pure mi attrae come una luce cattura le farfalle e gli altri insetti. "Non importa, crescerai", insiste. "Sei capiente".
"Va... bene", riesco a rispondere.
"Oh, non è che tu ormai abbia molta scelta, Kailah. Devi solo lasciarti andare".

... fuggi.... allontanati in fretta.....

La voce di Luger torna e svanisce in un istante. La sento appena.
"Devo solo... lasciarmi andare. Ma come, cosa...?" sono incerta, non capisco. La stretta di Cynthia sui miei polsi si fa più forte, quasi dolorosa.
"Lascialo scorrere. Apri ogni porta, ogni cancello. Ogni diga"
Chiudo gli occhi, respiro, provo a controllare il mio potere, ma sfugge, sfila via come un torrente senza controllo. Non ci riesco, non sono capace.
Cynthia avvicina le labbra al mio orecchio e mormora due parole che iniziano dolcemente a scatenare una valanga dentro ogni mio percorso interiore.

Lasciami entrare.

Il torrente, la valanga, il vento impetuoso si fanno spazio dentro la mia mente, in fondo al mio cuore. Il Potere impazzisce, le mani brillano e bruciano, la stretta sui polsi diventa violentissima e poi, improvvisamente, svanisce.

Sento un tonfo, apro gli occhi.
Il corpo senza vita di Cynthia giace ai miei piedi.
Solo dopo qualche attimo mi ricordo di dover respirare, i miei polmoni si ampliano lasciando entrare l'aria fetida della cella, eppure c'è un nuovo odore, un misterioso e invitante profumo.

E' così che ci si sente?
Il glifo manda un ultimo inutile baluginio sotto i miei piedi. Lo calpesto mentre esco dalla cella.

"Cynthia è morta" dico a Luger. La voce mi esce sinistramente inespressiva.
L'anziano stregone mi guarda e inorridisce. "No!" grida, "non tu! Non...."
Alzo la mano destra verso di lui sprigionando una ventata possente, che spinge a terra il vecchio, facendolo rotolare tra alambicchi, vetri e libri rosicchiati dalle tarme.
"Non sei tu! Non sei tu!" grida disperatamente.

"Non sono io... non sono..."

... io.

Mi sveglio di soprassalto. Sudata, ansimante, spaventata.
Di nuovo, l'ho sognata ancora.
Basta... devo alzarmi, prendere una boccata d'aria. Pensare ad altro.
Tra poco sorgerà l'alba.

scritto da Kailah , 13:20 | permalink | markup wiki | commenti (1)