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Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 74   commenti totali: 84
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16 marzo 517
Venerdì 12 Dicembre 2014

Il coraggio degli altri



"Fuori, presto! Si salvi chi può!"

Panico. Paura. Corpi che si accalcano, fretta, frenesia. Spintoni, grida.

"Sta per crollare! Crolla! Presto!!!"

Una bambina sfugge di mano alla madre, nella calca impazzita che si precipita alle porte, e resta a piangere indietro, confusa, travolta dalla folla.
La madre grida il suo nome, ma la sua voce si perde tra le urla.

"Aiuto, mamma! Mamma..."

...

E' buio, le travi del soffitto brillano di rosso per il fuoco che sta divorando il tetto della chiesa. Le ombre si agitano, confondono le direzioni, gli occhi bruciano per il fumo.

La bambina cade a terra, spinta dalla folla, le ginocchia si graffiano e iniziano a sanguinare. I palmi delle mani strusciano tra le schegge.
Qualcosa scricchiola, in alto. O in basso?

La voce della madre è distante, indistinguibile. Ovunque sono grida e pianti.

La bambina trema, il mondo intorno a lei sembra chiudersi in una stretta mortale. Le ombre si fanno affilate, gambe, piedi che scalciano, spinte e grida. L'aria è densa, soffocante.

Una paura profonda cresce dentro di lei, la solitudine, l'abbandono, l'orrore del buio e della morte.

"Come ti chiami"

...

Un uomo grande, forte, col viso annerito dal fumo, si avvicina e le tende la mano.

"Come ti chiami?"

"Kail... Kailah...."

"Dammi la mano, Kailah, non avere paura".

...

Non aspetta di essere ubbidito. Allunga il braccio e stringe la sua mano enorme su quella sottile della bambina. La sua presa è sicura, la costringe ad alzarsi, si china per guardarla negli occhi.

"Vieni con me, ti porto fuori".

La bambina annuisce. Rinvigorita dal calore della stretta dell'uomo sulla sua mano, sente tornare il coraggio.

Il coraggio si irradia dal contatto con la mano dello sconosciuto, penetra nelle vene e scioglie il ghiaccio del terrore, la paralisi indotta dalla paura.

Uno sguardo deciso, una voce salda, una mano forte.

Il braccio possente del Sergente Rock che spinge sulla palizzata per sostenere il peso dell'orda dei Risvegliati.

La voce sprezzante di Vodan che sfida il Kraighar. "Vediamo quanto sei veloce"

Sven che con la spada fa a pezzi un Risvegliato dopo l'altro, Engelhaft che nel momento della Preghiera emana un'autorevolezza inaspettata, e persino senza armi in mano trasmette la sicurezza di essere un vero testimone della Luce.

L'ingegno di Colin, la folle e spavalda sicurezza di Saul, che persino di fronte al Kraighar riesce a tenergli testa fino alla morte.

Eccolo, il coraggio degli altri.
Il coraggio che scioglie il gelo della paura dal mio cuore, il coraggio che è di esempio e di guida.

Mentre fissavo lo sguardo assassino del Kraighar attraverso la barricata, inebetita, pietrificata, incapace di respirare, sentivo i suoi occhi che si posavano su di me, sul martello che stringevo in pugno, sul mio pallore, sulla mia paura.

"Ma da che ca//o di circo sei uscito".

Oh, se vorrei avere un simile sangue freddo. Le parole di Rock mi sembravano lontanissime, nell'interminabile istante in cui io e il Kraighar ci siamo fissati in silenzio. Dove possa aver trovato la prontezza di spirito di rivolgerglisi così... per me è un vero mistero.

Poi Engelhaft ha invocato la dea Kayah, e qualcosa è cambiato.

Una mano calda e sicura, uno sguardo impavido, una voce amica.

Il coraggio degli altri viene in soccorso quando il nostro sembra vacillare. E' l'arco che si tende più di quanto non pensavi che potesse tendersi, una freccia scoccata oltre un fiume di notte. E' un centro insperato, è un esempio, un modello.

E' qualcosa di simile alla magia, alla scintilla di vita e di calore che risveglia chi è svenuto. Energia che passa da un corpo all'altro.

La notte è sempre più buia, ma insieme troveremo la forza di vincere.
scritto da Kailah , 14:07 | permalink | markup wiki | commenti (0)