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Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 84   commenti totali: 91
282368 visite dal 13/01/2012 (ultima visita il 31/05/2024, 00:10)
3 aprile 518
Giovedì 7 Marzo 2024

59

Non sembrano neanche così pochi 59 giorni, a guardarli adesso, davanti a un sarcofago che imprigiona un'entità pericolosissima che non vede l'ora di uscire fuori.

E anche noi non vediamo l'ora di aprirlo, questo scrigno di pietra, e di fronteggiare qualsiasi cosa ne emergerà: mostri? tesori? una preziosissima fiala di Sangue degli Antecessori?

Sarebbe davvero troppo bello e troppo comodo se riuscissi a liberarmi della maledizione così, subito, a un tiro di freccia dalla torre del mio Demone: talmente bello che non ci spero nemmeno. Ma ogni prudenza scompare davanti alla consapevolezza che dovrò fare quel che troppi Maghi prima di me hanno fatto, quel che io pensavo di riuscire ad evitare... bramare il Sangue degli Antecessori, commerciare coi Demoni... tutto ciò che ho sempre rifiutato con tutte le mie forze. Io no, io sono una Maga diversa, non mi abbandono a certe smanie, a folli ambizioni, sto alla larga dalle entità oscure.... pratico la magia razionalmente, con moderazione.
Bello eh?

E invece eccomi qua, a trattare con un Demone, tu mi imponi questa ordalia, ma in cambio io ti vincolo ad una promessa... la promessa di tornartene agli inferni da cui provieni.... tratto col Demone e conto i giorni e i minuti che mi separano dal momento in cui inizierò a sanguinare... e per evitare tanta sofferenza son pronta a tantissimo - non a tutto, spero non proprio a tutto - ma son pronta a tantissimo pur di mettere le mani su una di quelle maledette fiale.

Persino Engelhaft ha detto che a queste condizioni è quasi accettabile quel che sto facendo... Dust mi ha messa in guardia spaventandomi a morte, Bohemond pure ha insistito che io trattassi... però in fondo al mio cuore io lo so che è sbagliato. Lo so come l'ho sempre saputo che coi Demoni non si tratta a nessun costo.

Neanche la vita? Neanche la vita. Neanche una lenta e atroce morte per dissanguamento? Neanch.... eh.... insomma. Facile dirlo, molto più difficile quando ti ci trovi.

Prego Kayah, Dea di noi poveri Maghi, che mi dia una mano a restare lucida, che mi aiuti ad affrontare anche questa prova con razionalità. Prego Kayah che mi faccia stringere la fiala del Sangue degli Antecessori senza subirne l'oscuro fascino, prego che mi dia il coraggio di custodirla e che mi accompagni fino alla Torre del mio Demone... e fuori, finalmente libera.

59 giorni non sono pochi, considerando la vita che viviamo noi soldati, eppure vedere il tempo scorrere nella clessidra fa tanta paura. Ma non ho tempo per avere paura: è il momento di profanare qualche tomba!

scritto da Kailah , 15:23 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
10 aprile 518
Giovedì 16 Febbraio 2023

Ultimi preparativi...



La festa sta per iniziare e i miei compagni ne appprofittano per riposare un po': Sven, steso sul letto, affila la lama di un pugnale; Engelhaft sonnecchia, o forse prega; Bohemond sta lustrando la sua Pipa Horrenda, ma ha il buon gusto di non accenderla qui dentro: l'aria è già abbastanza pesante. Colin e Annie sono già dall'erborista dove si trova in cura il povero Barun.

Rovescio lo zaino sul letto, sospiro. Non ho veramente più niente di decente da mettere, solo abiti da viaggio rattoppati, mantelle pesantissime, cuciture malfatte dove ho preso qualche ferita, tracce di sangue che non sono riuscita più a lavare via.
Niente di niente, proprio niente di adatto per una festa.

Pensandoci bene, forse c'è qualcuno che mi potrebbe aiutare.
"Dove vai Kailah?" alza gli occhi Bohemond.
"Salgo un momento da Giada", rispondo uscendo. Percorro i corridoi del Palazzo di Ghaan con una certa dimestichezza, ormai, supero una rampa di scale ed arrivo di fronte alla porta della stanza che la mia amica condivide col suo Nordro. Busso.
"Sono Kailah"
E' Giada ad aprirmi, subito sorridente. Lei è già pronta per la festa, bellissima come sempre. Mi fa entrare, poi si volta verso il suo Nordro e gli chiede, con imperiosa gentilezza, di lasciarci sole. Lui annuisce e va a farsi un giro in città. Non batte ciglio ma mi rivolge uno sguardo divertito, secondo me ha capito tutto.

"Non è che per caso avresti..."
"Beh, non penserai mica che ti faccia andare alla festa ridotta in questo stato!" dice lei, "vieni qui, vediamo se trovo qualcosa di decente!"
Giada possiede una borsa magica che al confronto le chincaglierie di Dust sono giocattoli per bambini. In men che non si dica tira fuori un bel vestito verde, un po' vistoso rispetto a quel che ero abituata a portare io, ma davvero carino.
Mi scruta. "Secondo me potrebbe andar bene", sentenzia poi, "provatelo"

Ubbidisco, un po' in imbarazzo perchè mi rendo conto di quanto sono stropicciata, spettinata, malconcia. Giada inizia a stringere in vita e sbuffa perchè sono dimagrita troppo. Eh beh, non sono la sola qui a Ghaan ad avere una gran voglia di mangiare salsicce. E' stato un lungo e duro inverno per tutti.
Grazie alla sapienza della mia amica, nonostante tutto il vestito mi casca a pennello. Lei si illumina.
"Insomma alla festa ci vai col Sergente che ti piace, ho capito bene?"
Resto un po' così, la guardo. Come diavolo... lei scoppia a ridere. "Vai col Sergente che ti piace ad ascoltare il tuo Principe Elsenorita... un programma davvero... non avrei saputo fare di meglio!"
"No, beh, in realtà..." inizio a giustificarmi, ma la risata di Giada è irresistibile... e rido anche io.

Lo so io come lo sa lei che tutto questo è soltanto un gioco, un attimo di primavera che regala luce e allegria per qualche ora. Giada lo sa benissimo che non c'è niente di vero, niente di possibile nelle mie fantasie, eppure è così bello riderne insieme, sapere che fa il tifo per me contro ogni realismo, e che possiamo regalarci a vicenda un soffio di leggerezza.

Improvvisamente però Giada si fa seria, prende una delle mie trecce tra le dita e la osserva.
"Basta con queste trecce, fatti dare una sistemata"
Sorrido, faccio giusto un po' di storie e poi cedo, naturalmente. Giada sa benissimo cosa fare, e sa che oggi voglio essere carina. Prende il pettine ed inizia a farlo scorrere tra i miei capelli.
"Posso accorciarli un pochino?"
"Hai mano libera, vedi tu"
"Sono incerta... capelli sciolti e selvaggi per il bell'elsenorita o raccolti, che ti diano un'aria più...seria, più matura, per il... vecchio Sergente?"
"Non è vecchio!" protesto.
"Sì, sì, come no... mmm... facciamo una via di mezzo allora, te li lascio sciolti dietro e con queste ciocche laterali ci facciamo una treccia sulla nuca...."
"Comunque non è così vecchio!" insisto. Lei ride e continua a pettinarmi.

La porta si apre.
"Kailah, sei qui? Stiamo andan..."
"Fuori!" gridiamo insieme Giada e io, e Bohemond resta sulla soglia, imbambolato.
"Kailah stai... "
"Fuori" ripete Giada ridendo, "ancora cinque minuti e siamo pronte!"
Bohemond scuote il capo, ridacchia e si allontana.

"Secondo me lui fa il tifo per te" dice Giada appena la porta si è richiusa.
Ci penso. "Mi sa di sì. Bohemond mi capisce. E sono convinta che se fosse una donna.... anche lui vorrebbe il Sergente Rock".
"Allora ringrazia che è un uomo..."
Giada finisce di pettinarmi, mi scruta e alla fine annuisce in approvazione.

"D'accordo, adesso sei pronta per la festa! Buon divertimento!"



scritto da Kailah , 11:22 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
5 aprile 518
Mercoledì 12 Ottobre 2022

Manto di Kayah

Col passare del tempo ho notato che le mie preoccupazioni sembrano via via meno importanti.
La mia incolumità, meno importante. La mia coscienza... meno importante.

Ne ho fatte di carognate in vita mia. Quando ci penso - e cerco di pensarci il meno possibile - subito mi viene davanti agli occhi la vecchietta affacciata alla finestra, a Trost. Quella che ho ammazzato con una freccia in testa, per paura che desse l'allarme.
Non è l'unica: ho ucciso molte persone, ho commesso sbagli e spesso altri ne hanno pagato le conseguenze.
Fino a ieri, almeno, potevo dire di non aver mai fatto accordi con un demone. Ecco fatto: davanti al ricatto - schiaccio Engelhaft e lo ammazzo - non ho esitato neanche un attimo. Anche se questo significava inguaiare quel poveraccio di Vengard, e paradossalmente dare una mano al nostro nemico giurato Aghvan L'Invitto.
E non è l'unica cosa orribile che ho fatto ieri, perchè a notte fonda, per passare il ponticello in modo silenzioso, ho avuto la bella pensata di spingere magicamente un povero soldato sfortunato di sotto nel crepaccio da cui origina tutta la contaminazione di questo posto. Insomma, una fine orribile per un disgraziato che stava facendo il suo lavoro. Almeno fosse servito... il suo compagno è riuscito a fuggire e dare l'allarme con il suo corno.

Adesso devo invocare la protezione di Kayah sulla rischiosa impresa alla quale mi accingo. Con un bel barilotto esplosivo tra le braccia, devo scendere lungo il canalone protetta soltanto da un pezzo rabberciato di carretto, avanzare un po' accanto ai compagni e poi, al momento buono, allontanarmi da loro e avanzare da sola sotto gli occhi - si spera disattenti - dei nemici. Poi piazzerò la bomba in modo che possa fare più danni possibile, innescherò la miccia e via di corsa, prima che salti tutto per aria.
Non mi metto ad elencare le cose che potrebbero andar male... sarebbe una lunga e deprimente lista.

Perchè questo piano possa avere qualche speranza, è necessario che la Dea Kayah mi nasconda agli sguardi nemici mentre vado a piazzare il barilotto esplosivo. E' molto importante per me che il miracolo si compia: non solo per ragioni pratiche, perchè avrei qualche possibilità in più di sopravvivere allo scontro e arrivare a vedere le mura di Ghaan, quando a sera il sole inizierà a calare; è importante che il miracolo si compia, e che la benevolenza di Kayah posi su di me il suo manto invisibile, perchè vorrebbe significare che ancora la Dea mi considera meritevole di un suo piccolo aiuto, o forse, se non meritevole io personalmente, almeno reputa che io sia uno strumento accettabile per la causa.

La nostra causa è nobile, senz'altro: a nobilitarla è la pericolosità dei nostri nemici, più che il diretto merito che possiamo aver noi. Siamo ostinati, questo sì, e nonostante tutto continuiamo a mettere un piede avanti all'altro in un'avanzata caparbia verso Ghaan.

Ma parliamoci chiaro. Cosa mi spinge? A me, personalmente, proprio a me Kailah Morstan. Davvero mi muove l'odio contro Aghvan? O il patriottismo? O la presuntuosa idea che il mio operato possa influire in una battaglia titanica che sembra uscita dal Kahl Valan?

Un po' ci ho riflettuto, durante questo lungo viaggio. So cosa voglio: la verità è che voglio arrivare a Ghaan per poter riabbracciare i miei amici.
Voglio il Sergente Rock, Barun, Ali, Garruck, Logan, Annie. Voglio ritrovare con loro la mia "casa", quella che ormai la Rocca di Tramontana non è più. Perchè la casa la fanno le persone, la casa sono le persone.

Inutile che mi nasconda dietro gli ideali. "Non farò mai patti con un demone!"
E infatti, appena un demone ha minacciato di uccidere una persona a cui voglio bene, ho dimenticato tutti i miei "mai".
Engelhaft vale più di tanti discorsi, vale più di Vengar, vale più di Norman, vale più di un piacere fatto ad Aghvan - ancora purtroppo - invitto.

Spero che Kayah chiuda un occhio con me, stavolta, e che mi dia una mano. Perchè ne ho davvero tanto, tanto bisogno.
scritto da Kailah , 19:24 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
4 aprile 518
Mercoledì 14 Settembre 2022

Purificazione

Il fuoco scorre attraverso di me.
L'energia di Dust si fonde alla mia, in un'unica spettacolare fiamma che avvolge questo ammasso di cadaveri, mentre barcolla veloce e sgangherato verso di noi. Brandisce innumerevoli armi, che si agitano scomposte e velocissime, riflettendo lo scintillio dell'incendio che lo divora.
Brucia, maledetto! Brucia!

Bohemond si fa avanti per arrestare la sua carica. Impugna Jagerin dei Tumuli, la spada che fu a lui donata dallo spirito di Cantor. Lo vedo di spalle, concentrato, pronto, forte del suo proprio smisurato e pazzo coraggio, e ammantato della sacra potenza di Dytros.

Non possiamo fallire.

Siamo nel giusto, non possiamo fallire.

Credevo che questo essere spaventoso e ripugnante fosse soltanto uno dei tanti mostri che vagano in una terra troppo sfortunata, ma non è così.

Abbiamo visto a Nord di qui la cicatrice dell'incantesimo di Aghvan, da cui spurga una contaminazione proveniente da piani di esistenza che dovrebbero restare sigillati: acqua velenosa, spore velenose, piante avvelenate e mutate, soffocate da escrescenze funginee innaturali...
E' questo il mondo che Aghvan vuole? Un mondo marcio, fetido e disgustoso, popolato soltanto da abominii.

La creatura che occupa la torre, quale che sia, sostiene di avere un credito con Aghvan, di averlo aiutato. Un demone, e Dust dice che Aghvan ci va a braccetto, coi demoni. E' un demone e ha pure la spada Frost Bite, il bacio del freddo. Eh, ma adesso lo manderemo arrosto, altro che bacio del freddo.

L'odore di cadavere bruciato è disgustosa, ricorda pire funerarie di amici perduti, un tanfo impossibile da dimenticare. E se penso che questo mostro così orrendo non è altro che un ammasso di poveri corpi profanati, i corpi dei soldati uccisi in battaglia, l'odio che provo per Agvhan e per il suo ospite demoniaco cresce a dismisura. A brandire una di quelle armi, in mezzo a quel defunto carnaio ambulante, potrei esserci io, o i miei amici. Uniti in un abbraccio innaturale ai nostri nemici, perchè nell'orrore del Risveglio siamo tutti uguali, persone di Uryen, di Angvard, di Ghaan.

Come Dytros fortifica la spada di Bohemond, così invoco Pyros, che col suo fuoco purificatore spazzi via dalla terra questo abominio, e prego Kayah, Dea dell'eterno riposo, che ci aiuti a ridare pace e dignità a questi poveri cadaveri rianimati.

Dobbiamo dimostrare ad Anghvan che il suo soprannome, l'Invitto, è soltanto una fanfaronata. Anche lui può essere sconfitto e saremo noi a farlo. E a spedirlo all'inferno insieme a tutti i suoi mostri, una volta per tutte.
scritto da Kailah , 09:44 | permalink | markup wiki | commenti (1)