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Nickel
 
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Martedì 18 Giugno 2013

Dannata per l'eternità

"Dammi la fiala, Heather".

Percepisco la sua disapprovazione, mi scruta con biasimo misto a sconforto.
"Sei sicura?"
"Non posso morire adesso, dammi la fiala".
Heather deglutisce. I suoi lineamenti, induriti dalle botte che ha ricevuto, si incrinano, vorrebbe piangere. "Devo... chiamare Mutze", mi dice dopo una pausa. "Ce l'ha lei la... fiala".
"Chiamala, allora. Non perdere tempo". Tossisco, il fiato mi si spezza in gola. "Chiamala, sbrigati".
Heather si alza con riluttanza dalla sedia, zoppica leggermente, sembra immensamente vecchia.

Alla porta si ferma e scuote il capo.
"No, no, Rachel, non te lo posso permettere... non puoi cedere a questa debolezza. La vita è degli Dei, sono loro a darcela, loro a decidere quando..."
"Basta chiacchiere!" la interrompo con uno sforzo che mi costa altra tosse, mentre l'aria che riesce a penetrare nei miei polmoni si assottiglia ancora. "Ti prego, chiama Mutze..."
"Hai vissuto nel peccato, non puoi morire nel peccato. Fallo per i tuoi figli..."

Ho bisogno di prendere fiato, ansimo, vorrei finire di spaccarle la faccia, finire il lavoro che qualcun altro ha iniziato al mio posto. Heather, sbrigati dannazione. Sbrigati con quella fiala.

Eccoci qua, la santa e la peccatrice, una di fronte all'altra.
Tutte e due col viso devastato dai pugni e dai colpi di un uomo violento. Chi è stato a conciarti così, Heather? Uno dei Masnadieri? Qualcuno del villaggio? Oppure... oppure il compianto Padre Pike, tra un sermone e l'altro?

La peccatrice sono io, lei è la santa. Ed è lei a volermi adesso condannare a morte, con la scusa di salvarmi l'anima.

"Fallo per amore dei tuoi figli, Rachel. Resisti a questa tentazione e riuscirai ad essere assolta per tutte le volte che hai peccato. Morirai nella pace degli Dei, la Santa Kayah sarà sulla soglia del paradiso ad accoglierti... ed è lì che ritroverai i tuoi bambini", aggiunge addolcendo il tono di voce.
"Sappiamo entrambe che sono morti... non li privare di una madre adesso... adesso che più hanno bisogno di te"

Devo respirare, devo restare calma.
Rosie e Mark non sono morti, è qui, su questo mondo schifoso, che hanno bisogno di una madre. Anche se è soltanto una prostituta che si è venduta l'anima per l'ultima volta. E' qui che hanno bisogno di me. Non posso abbandonarli.
Heather scruta il mio dilemma, si riempie il cuore di retorica, sogna per qualche istante di avermi salvata.

"Heather... te lo ordino. Dammi quella dannata fiala".

"Rachel, ti prego..."

"Lasciami libera di dannare la mia anima", insisto. Un colpo di tosse mi fa schizzare di sangue il lenzuolo bianco. "Sbrigati".

Heather sospira, apre la porta, scompare sul pianerottolo.
Aspetto.

...

Sento passi che salgono, la febbre credo che stia salendo, ho i brividi.
La porta si spalanca, Mutze entra con gli occhi pieni di lacrime ed una fiala in mano.
Mi abbraccia.

"Povera cara... sta tranquilla, andrà tutto bene" mi mormora senza crederci, con dolcezza materna. "Adesso prendi questo cucchiaio, e poi dell'acqua..."

Con le mani che mi tremano porto alle labbra un cucchiaio colmo di questa torbida pozione. Mutze continua ad accarezzarmi i capelli sudati, mi aiuta, mi porge subito dopo un bicchiere d'acqua per lavare via dalla mia bocca l'aspro sapore della pozione.
Brucia come il fuoco nella mia gola, nello stomaco, il calore si diffonde nel mio corpo ardente.

"Sta tranquilla, Rachel, andrà tutto bene... riabbraccerai presto i tuoi piccoli..." Mutze resta al mio capezzale a lungo, mi tiene la mano, mi cambia una pezza fredda dalla fronte.

Il tempo passa... la tosse...

... forse...

sembra placarsi.

Ed io sono dannata per l'eternità.

scritto da Rachel , 15:37 | permalink | markup wiki | commenti (0)