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- Sven -
 
Solice Kenson
Cronache della Campagna di Caen
Solice Kenson
"Voi avete coraggio e siete molto convincente: ma non appena sarete chiamata a combattere, al primo combattimento che possa realmente definirsi tale, voi morirete. E non parlo di scontri confusi o ingarbugliati, dove nessuno capisce fino in fondo quello che sta facendo o magari ha meno voglia di uccidervi che di portare la pelle a casa. Parlo di uno scontro vero, in cui affronterete una persona con le vostre sole forze. Beh, è giunto il momento che qualcuno che vi vuole bene vi dica che queste forze non basteranno proprio contro nessuno".
creato il: 20/05/2005   messaggi totali: 91   commenti totali: 32
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9 maggio 518
Domenica 21 Giugno 2009

Appunti di viaggio

Rivedere i miei compagni sani e salvi è stato un vero sollievo. Eric, Loic e Guelfo sono carichi di nuove cicatrici e di racconti avventurosi: spero di non averli tediati con tutte le mie domande su Gornak, la città dove è nata mia madre e dove io non sono mai stata. La piazza dove suo padre la portava sempre da piccola, la selva del Grande Fuso e le sue misteriose creature di pietra... Racconti che riempiono ancora i miei ricordi, indelebili come l'inchiostro di questa penna d'oca. Non sono la sola a non essere andata con loro: anche Desiree è stata chiamata a svolgere un altro compito, a seguito del ripristino degli antichi privilegi territoriali che il Ducato ha concesso ai legittimi eredi del dominus di Flavigny. Dopo questi mesi in loro compagnia so per certo che mai traguardo fu più meritato: nè le tragedie nè le disavventure subite sono riuscite a compromettere l'onestà dei loro cuori e la fedeltà alla causa della luce.

Vedere Desiree con indosso la mia armatura mi ha colpita: credo che si stia esercitando a portarla insieme alla spada e all'arco. Sono sollevata al pensiero che, se vorrà continuare a far uso del formidabile coraggio di cui è dotata e che ha sovente determinato l'esito degli scontri che abbiamo sostenuto, sarà in grado di farlo in modo più protetto: e sono felice che abbia scelto di adoperare proprio quella che per molti mesi è stata la mia armatura, nella speranza che possa renderla meno vulnerabile.

E io, quanto sono vulnerabile? La mia vecchia armatura non mi manca, ma non posso dire lo stesso dell'abito da Paladina. Ho preso la decisione di privarmene per ripristinare un equilibrio spezzato dalle azioni di Lady Beart: lei ha saputo tramutare il suo abito in un'arma subdola e affilata, io ho fatto del mio uno scudo nel tentativo di spezzarne la lama. E' una scelta che non rimpiango, e nel mio cuore sono certa che Pyros ha compreso il significato del mio gesto. E' stata la cosa giusta, solo... non credevo che ne avrei sentito così tanto la mancanza. Quella donna mi spaventa, è come se avesse il potere di corrompere tutto quello con cui viene a contatto. Non riesco a togliermi dalla testa il pensiero che possa essere coinvolta in qualche modo con la morte di Ludmilla, e la consapevolezza che si trovi a così poca distanza da Luceen... No, non voglio pensarci: ora lì ci sono Frate Erwin, Nicolas e Karen, non può succedere nient'altro di grave. E il mio posto è qui, con i miei compagni... dobbiamo concentrarci su questo nuovo incarico, e risolvere il problema che ci è stato affidato.

Vorrei soltanto che anche Julie fosse qui: mi manca davvero tanto.
scritto da Solice , 07:04 | permalink | markup wiki | commenti (0)