Nonostante il poco tempo che i miei viaggi mi consentono di dedicare allo studio della Vostra scienza, devo ammettere che sto cominciando ad apprezzarne l'eleganza delle proposizioni. Chi vi si accosti dopo aver conosciuto approcci differenti deve mettere da parte la vecchie disposizioni dell'intelletto e astenersi dall' applicare le familiari categorie di pensiero ai nuovi oggetti di studio (o dovrei piuttosto dire ai medesimi oggetti, resi nuovi dalla radicale differenza di prospettiva): senza uno sforzo in tal senso anche la conoscenza più elementare si rivela un traguardo impossibile da raggiungere.
Fino al nostro prossimo incontro avrò cura di dedicarmi con il necessario zelo a quanto Voi mi avete proposto, sebbene debba rilevarne la sostanziale sterilità sul piano pratico. Come ben sapete questi sono tempi in cui la ricerca per puro amor di scienza è, ahimè, un lusso quasi immorale. Il Secolo ci chiama ad un impegno sul campo, e questo impegno è da sempre la mia vocazione secondo la volontà di chi per primo mi istruì.
Confido pertanto nella Vostra saggezza, che senza dubbio dimostrerete selezionando argomenti di studio che io possa mettere a maggior profitto; e in tal caso potrò assisterVi con rinnovato entusiasmo nelle ricerche che tanto Vi premono.
In Fede,
François Marinì






















