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« Che devi fa', ci ha provato... gli è andata male.... son contento che gli sia andata male »
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Diario di Yacomus Alder
Non cogitat qui non experitur
Yacomus Alder
 
creato il: 13/01/2026   messaggi totali: 5   commenti totali: 0
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23 Settembre 516
Giovedì 2 Luglio 2026

Estratto dalle annotazioni del 23 Settembre, anno cinquecentosedicesimo dalla Fondazione

La mia prudenza si è rivelata più che appropriata: la caccia alla sekhmet è stata una faccenda lunga, sanguinosa e irta di pericoli mortali, decisamente al di sopra delle mie possibilità. Nell'osservare (attraverso la lente di un magnifico cannocchiale di cui mi riprometto di approfondire le specifiche di costruzione) dalla sicurezza della torre di Messer Belloq le disavventure dei miei compagni su per le colline ho trovato conferma agli ammonimenti del Magister sulla pericolosità di questi adepti e delle forze oscure e misteriose cui sono votati, specie quando sembrano esser finiti con le spalle al muro: quasi subito cacciatori e preda si sono invertiti di ruolo e ad uno ad uno ho visto i miei amici soccombere alle arti venefiche di quell'Amelia cui, con una certa temeraria ostinazione, continuiamo a voler rompere le uova nel paniere.

Non nego un pizzico di vergogna nell'esser stato spettatore ozioso di tante difficoltà, a maggior ragione se da una posizione così comoda, tanto più gradevole per la dotta conversazione del Mentor e per le cortesie impeccabili che questi mi ha usato.

La caccia in sé si è rivelata inconcludente quanto insidiosa. La nostra nemica si è (com'era del resto ampiamente prevedibile) dileguata una volta esaurita ogni speranza di reimpadronirsi della refurtiva, ma la spedizione può comunque dirsi un successo: le spoglie trafugate della Paladina Odette sono tornate in nostro possesso per la seconda volta e incredibilmente nessuno dei compagni ha riportato ferite mortali, un esito, quest'ultimo, che ha del miracoloso. Il contenuto dell' orcio da avvelenatrice di Amelia non lascia dubbi: costei aveva imbevuto i dardi della sua cerbottana nel Darman, un composto mortifero di potenza quasi inarrestabile, eppure Madamigella Audra è riuscita a contrastare efficacemente l'azione di un veleno tanto implacabile pur non disponendo di alcun antidoto. Le facoltà di guaritrice di questa fanciulla mi lasciano senza parole.

scritto da Yacomus Alder , 01:00 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
23 Settembre 516
Martedì 16 Giugno 2026

Estratto dalle annotazioni del 23 settembre, anno cinquecentosedicesimo dalla Fondazione

Goblem. Il nome di questi orrori dementi (dementi come la ricerca magica che li ha partoriti, se mai un giudizio apodittico sul lavoro di un Negromante dell'oscura fama di Nelius Anvil fosse consentito a me che in fondo non sono che il più infimo degli apprendisti della disciplina che costui padroneggiava quasi due secoli or sono) appare esso stesso una chimera, peraltro ridicola e poco ispirata: una testa da spauracchio da fiaba per bambini e una coda che allude goffamente al mitico traguardo che ogni studioso dell'Arte ha in cuor suo vagheggiato, la scintilla vitale istigata non dal soffio creatore del Dio ma dalla volontà indomita dell'Homo Magicus. In verità c'è assai poco da ridere a proposito di queste bestie umanoidi: a dispetto della puerilità del loro nome i Goblem coniugano un'abnorme possanza fisica con la cieca brutalità dei razziatori più sanguinari, e le ripetute carneficine di cui si sono resi responsabili nell'arco di poche settimane li qualificano come una minaccia mortale e senza precdenti per questo angolo di mondo.

La dissezione dell'esemplare catturato nelle antiche gallerie naniche presso Lindores si è rivelata in massima parte una sterile crudeltà e tanto il cerusico che ha condotto il procedimento quanto io che ho assistito annotando tutte le osservazioni di una qualche rilevanza siamo ben meritevoli della disapprovazione di Madamigella Audra! Resta però di indubbio interesse quanto riscontrato sulle capacità rigenerative dei tessuti del Goblem e sulle cruente procedure di innesto delle corazze subdermali a cui queste creature vengono sottoposte. Ho fatto per condividere con Messer Belloq le mie sensazioni e i miei molti dubbi su una materia al tempo stesso così inquietante e così affascinante ma ne ho ricavato l'impressione che la curiosità del Mentor in merito fosse inaspettatamente modesta. Ho pertanto inteso di non abusare oltremodo della sua pazienza, astenendomi dall'insistere: mi domando però quali possano mai essere gli ambiti di ricerca in grado di solleticare gli appetiti di sapere di uno studioso di indubbia esperienza e affermazione quale egli certamente è, se una simile tremenda meraviglia lo ha lasciato poco più che tiepido.
scritto da Yacomus Alder , 23:50 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
19 Settembre 516
Martedì 9 Giugno 2026

Estratto dalle annotazioni del 19 Settembre, anno cinquecentosedicesimo dalla Fondazione

Viaggiare con una compagnia così variegata si sta rivelando l'esperienza entusiasmante che speravo, davvero incomparabile rispetto al tedio della vita a Brie sotto lo sguardo in ugual misura amorevole ed opprimente di Lady Olivia. Ho pensato spesso in questi giorni al povero Bernard Klaus e alla prigionia miserevole in cui sta dilapidando i pochi anni che gli restano, ostaggio com'è dell'orchessa (a suo modo amorevole e opprimente come la mia genitrice, per quanto di modi ben meno aggraziati) che si è preso per moglie. Mi domando se è per stanchezza, per meschinità o per il peso di chissà quali sconfitte che quel vecchio si sia ritirato a vivere in una gabbia, lasciando sfiorire i giorni consolato solo dal cinguettio dei suoi compagni (loro malgrado) di cattività.

Un destino non tanto diverso potrebbe attendere anche me il giorno in cui consentissi ai mali che affliggono la mia povera carcassa di prevalere anche sullo spirito, ma fortunatamente quel giorno mi pare ancora lontano: per quanto le fatiche del cammino mi lascino ogni giorno estenuato e dolorante mi sforzo di stringere i denti e tirar dritto senza essere di eccessivo peso ai miei colleghi avventurieri in erba, pur con l'accortezza di non chiedere al mio corpo più di quel poco che può dare.

Sarei un ipocrita se affermassi di non invidiare la grazia rapida e precisa con cui Sir Martin e Madamigella Audra sembrano destreggiarsi tra i pericoli o l'energia con cui Mastro Naar e Mastro Finn affrontano fatiche per me inconcepibili, eppure trovo consolazione nella consapevolezza che questa mia speciale prigione di carne fiacca e ossa che paiono di gesso sia anche lo strumento con cui mi è stato sono dato di poter operare prodigi a loro impossibili, prodigi che, con un pizzico di immodestia, ritengo si siano rivelati alquanto utili per il successo delle nostre scorribande.

In fin dei conti è ridicolo e infantile detestare le mie gambe sbilenche e i miei polmoni sofferenti come si farebbe con certi servitori pigri, sbadati o incapaci di cui per una ragione o per l'altra non ci si può sbarazzare: sono essi forse meno "me" delle mie dita svelte e docili, della mia lingua pronta, della mia mente esatta, della forza arcana che opera attraverso la mia volontà? "Non cogitat qui non experitur" ammonisce il Magister, ed è di un'evidenza che non ammette confutazioni che io e la mia prigione, in tutte le sue parti, siamo una cosa sola.

La mia salute sta facendo progressi, piccoli certo, e conquistati a caro prezzo, ma costanti: probabilmente mi illudo ma forse sto davvero guadagnando un po' di tempo. Se ho ritenuto di dover sospendere così presto lo studio strutturato della Scienza Arcana a Greyhaven, del resto, è proprio perché all'ombra della Cathedra Arcanis una buona parte di me, sfortunatamente cruciale per la mia sopravvivenza, stava avvizzendo troppo velocemente e con essa ogni speranza di riuscire a mettere a frutto le mie migliori facoltà nel tempo che mi resta. Ho fatto in tempo ad apprendere solo i primi rudimenti dell'Arte Taumaturgica prima che si palesassero i segni inequivocabili di un tracollo fisico, e se le indiscutibili potenzialità salvifiche di questa ricerca appaiono più che promettenti, per conseguire la necessaria comprensione dei suoi misteri avrei bisogno di anni di lavoro..anni che il mio corpo non sarà in grado di concedermi se non riuscirò a fortificarlo attraverso del duro (e sano, aggiungerebbero Sir Fabius e Sir Karol) lavoro sul campo.

E allora "vires acquirit eundo!", forse arriverà anche per me il giorno in cui non resterà altro da fare che dichiararmi sconfitto e rintanarmi in una stanza piena di ninnoli e uccellini in gabbia, ma mi farò trovare saggio, ben allenato e soprattutto molto, molto vecchio.
scritto da Yacomus Alder , 15:58 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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