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Diario di Yacomus Alder
Non cogitat qui non experitur
Yacomus Alder
 
creato il: 13/01/2026   messaggi totali: 9   commenti totali: 0
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Scritto il 02/11/2026 · 8 di 9 (mostra altri)
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11 Ottobre 516
02/11/2026

Estratto dalle annotazioni dell'11 Ottobre, anno cinquecentosedicesimo dalla Fondazione

Ritengo di aver annotato con il massimo scrupolo le indicazioni, pur sommarie e in diversi passaggi alquanto involute, che Mastro Eban Carnacki mi ha fornito circa l'arte della Fiamma, ma resta da vedere se il modesto prontuario che ne è venuto fuori possa essere impiegato con profitto per acquisire non dico la padronanza ma almeno i primi rudimenti di questa tecnica: sulla base delle mie passabili competenze nella teoria generale dell'Evocazione e nelle applicazioni basilari della Pirocinesi sospetto che mi ci vorranno almeno un paio di mesi di studio approfondito per mettere a fuoco (per così dire) ciò che ora appare vago e confuso e per interpolare le sottigliezze su cui il mio sbrigativo Mentor ha omesso di soffermarsi.

Sarebbe sbagliato oltre che scortese fargliene una colpa. Ciò che il Fato gli ha concesso in più rispetto a me quanto a salute e prestanza fisica glielo ha evidentemente sottratto in termini di opportunità di mettere a frutto le sue doti arcane: se io ho avuto il privilegio di ricevere a Greyhaven una formazione organica e strutturata come Discipulus, a lui è toccato di muoversi a tentoni sul sentiero accidentato che calcano i Praeposteri, senza la guida di un Magister ad illuminare il cammino.

Chi sia dei due il più fortunato non saprei davvero dirlo.

Di questo giovane uomo, in ogni caso, mi ha colpito l'atteggiamento prudente ai limiti del disdegno rispetto alla nostra comune inclinazione. Ammetto di averlo trovato inizialmente uno zotico irritante e bigotto oltre che un evidente spreco di talento. Di sicuro non hanno aiutato le circostanze del nostro primo incontro, e come avrebbero potuto, del resto?

"Già. Come avrebbero potuto?" Mi sono sorpreso a ripetere questa domanda in un sussurro al piccolo teschio dagli occhi vispi che fa capolino dal panno in cui è avvolto il Vincolo di Erech, quasi che approfittando della mia distrazione si fosse affacciato ad osservarmi...chissà da quanto tempo. La luce magica che rischiara la pagina fa scintillare in modo assai poco rassicurante le pupille scolpite.

Poco meno di una settimana fa commentavo la bizzarra frequenza con cui le nostre peregrinazioni mi portano ad imbattermi in esempi incresciosi di Magia degenerata, ma questo ritrovamento così come il contesto che ne danno i frammenti scoperti proprio oggi presso l'antica Torre del Sussurro sbaragliano fin qui ogni concorrenza: quasi mi scappa da ridere al ricordo della febbrile eccitazione con cui ho convinto i miei compagni ad assecondare il mio capriccio e a sfidare le orride chele dei Dereleth Urticanti, bramoso com'ero di mettere le mani su chissà quale Artefatto perduto, una reliquia antica e potente di quel tempo remoto in cui la Sapienza Magica giunse a vette oggi inconcepibili, consegnatami dalla cieca sorte, certo, ma anche e soprattutto dal mio istinto infallibile... non certo un ninnolo zingaresco ereditato da chissà quale vecchia fattucchiera sdentata come i tarocchi con cui la graziosa Lunette intrattiene i visitatori della Fiera della Luna Nuova! Che razza di imbecille! Il ghigno del Sáttmáli Drauga, come ebbe a chiamarlo il monco Demiurgo che a più riprese è giunto su queste sponde ad indagare sul suo destino, suggerisce che questo osceno strumento di morte sia in grado di apprezzare almeno quanto me lo sberleffo di cui sono stato vittima.

Cosa mai potrei ricavare di buono da una simile obbrobriosa scoria della follia dei Tharlarkis? Il teschio continua a scrutarmi in silenzio con quella sua espressione stralunata, senza darsi pena di rispondermi.

“Nullum malum quod prorsus omni utilitate careat”. Già...doveva pensarla così anche Maeglin il Sussurro mentre metteva in atto il suo tradimento, con buona pace del prode Robin Mallor e di coloro che perirono orribilmente con lui in quel giorno maledetto.

Eppure...conosco la natura di questo oggetto e persino la chiave per scatenarne le immonde facoltà, ma in cuor mio non dubito che l'unica cosa sensata da fare con un simile maleficio inverato sia trovare il modo per distruggerlo o, ove ciò non fose possibile, renderlo inoffensivo per sempre, e a tale scopo mi adopererò: se il timore di Mastro Eban o il pragmatico disinteresse di Messer Belloq possono essere posture sagge e utili a preservarli dall'imboccare un sentiero di perdizione, sono convinto che solo una mente aperta ed inquisitiva consenta di comprendere il Male e con esso ciò che deve essere compiuto per dissiparlo.







scritto da Yacomus Alder , 22:51 | permalink | markup wiki | commenti (0)
Scritto il 02/11/2026 · 8 di 9 (mostra altri)
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