i fatti di oggi hanno ulteriormente avvalorato il mio sospetto di essere profondamente inadeguata alla battaglia, fornendomi almeno due ottime ragioni per ritenerlo fondato.
La prima riguarda le mie capacità con l'arco, che evidentemente non rendono giustizia agli insegnamenti di Lady Avelyn. Durante lo scontro di oggi mi sono trovata a prendere di mira un uomo... o, per essere del tutto sincera, la sua testa. Era un bersaglio facile, che durante le esercitazioni avrei colpito senza alcuna difficoltà, eppure l'ho mancato. Al mio errore, che avrebbe potuto costare caro ai miei compagni, ha posto rimedio un istante dopo sir Karol, la cui freccia ha raggiunto l'uomo proprio nel punto in cui avevo cercato di colpirlo, uccidendolo sul colpo.
La seconda ragione della mia inadeguatezza riguarda la disciplina e il rispetto degli ordini ricevuti. Prima dello scontro, sir Karol aveva raccomandato a me, Yacomus e Arlys di mantenerci a distanza, così da poter aiutare i nostri compagni senza esporci ai pericoli del combattimento ravvicinato. Le sue istruzioni erano molto chiare, e gli avevo assicurato che le avrei rispettate. Poco dopo, nel tentativo di soccorrere messer Bastian, mi sono trovata a fare l'esatto contrario, ignorando persino gli avvertimenti di messer Naar, che ha inutilmente tentato di dissuadermi dal proseguire.
In merito al primo punto, non ho molto da dire: confesso di aver provato un certo sollievo per non essere stata io a causare la morte di quel soldato, e questa consapevolezza mi mette piuttosto a disagio; mi chiedo se sarò mai capace di rivolgere un'arma contro qualcuno con la stessa fermezza con cui riesco a impugnarla durante le esercitazioni.
Per quanto riguarda il secondo, invece, ti prego di concedermi qualche riga in più, perché le ragioni della mia disobbedienza mi sono molto più chiare di quelle che hanno fatto deviare la mia freccia. La verità è che, nel momento in cui ho sentito che la protezione del Misericordioso sui miei compagni era prossima a venir meno, sapevo di non potermi permettere di aspettare la fine dello scontro: il timore che gli artigli di quella creatura mostruosa potessero fare scempio di messer Bastian mi ha spinta a correre verso di lui prima ancora di attendere che la creatura riuscisse a colpirlo.
È una decisione che rivendico, perché fin dall'inizio di questa missione mi ero ripromessa di fare tutto il possibile affinché messer Bastian potesse tornare vivo da suo figlio. Le mie Nove Madri mi hanno insegnato che chi si prende cura degli altri deve sempre ricordare quanto la vita di una persona sia importante per chi le vuole bene: per questo, quando ho visto quell'uomo opporsi con tanto coraggio alla furia distruttrice di quell'essere abominevole, non sono riuscita a pensare ad altro che a Gon e alla responsabilità che avevamo nei confronti di quel ragazzo.
Grazie al cielo, il Misericordioso ha ascoltato le nostre suppliche: messer Bastian è vivo, e presto potrà riabbracciare suo figlio.
Se penso a quanto Gon avrebbe sofferto se suo padre non fosse tornato, mi viene spontaneo desiderare che quell'uomo possa diventare più prudente, evitando di esporsi a pericoli tanto grandi in futuro; al tempo stesso, però, mi rendo conto che sono proprio le virtù che oggi hanno rischiato di separarli per sempre a renderlo tanto speciale agli occhi di suo figlio.
Del resto, non è proprio in questa meravigliosa contraddizione che si manifesta la duplice natura del Misericordioso? Preservare la vita di chi affronta il pericolo significa proteggere anche le persone che ama e che credono in lui; è questo che le Sorelle della Soglia mi hanno insegnato, ed è ciò che oggi sento come mio dovere. E se per riuscirci dovrò disobbedire ancora a qualche ordine, o persino a qualche legge, credo proprio che lo farò senza troppi rimpianti.
Beh, credo di averti annoiato abbastanza: è arrivato il momento di salutarti. Prima di farlo, però, vorrei parlarti di Arlys, una ragazza vivace, intraprendente e piena di risorse che si è unita da poco alla nostra compagnia e che trovo davvero simpatica: sono certa che la sua particolare abilità nel redistribuire le ricchezze troverebbe pieno sostegno nella più ingegnosa delle mie Nove Madri, la quale era solita ripetere che, se a qualcuno cadono le monete dalle tasche, significa che ne possiede più di quante gliene servano.
...E poi ha una tenda meravigliosa, tanto spaziosa e confortevole da rendere assai più piacevole il nostro riposo all'aperto: dopo tante notti trascorse a rigirarmi nel mio giaciglio, cercando una posizione che non sollecitasse la ferita al fianco, poter finalmente distendere le membra e muovermi con maggiore libertà è un sollievo che apprezzo moltissimo.
A presto, papà: non appena mi sarà possibile ti scriverò ancora.

Isn't burning any more than it used to
It's not that I don't feel the pain
It's just I'm not afraid of hurting anymore
And the blood in these veins
Isn't pumping any less than it ever has
And that's the hope I have
The only thing I know that's keeping me alive
Gotta let it happen
Gotta let it happen
[4x]
It's just a spark, but it's enough
To keep me going (So if I let go of control now, I can be strong)
And when it's dark out, no one's around
It keeps glowing
It's just a spark, but it's enough
To keep me going (So if I keep my eyes closed with a blind hope)
And when it's dark out, no one's around
It keeps glowing
























