Il Voivodato di Tepesti




Ladimir


Capitolo 3
(Il Sogno)

Il cielo era terso e sereno ed evocava l’idea di una assoluta tranquillità. Non si sarebbe detto che poche ore prima si era scatenata una tempesta. Il silenzio era rotto solo dallo scroscio incessante di una cascata che terminava il suo lungo tuffo in un piccolo lago circondato da piante verdi e rigogliose. Il sole illuminava questo angolo di paradiso che si ergeva davanti agli occhi della “Ragazza”: la natura nel suo immenso splendore la ammaliava e la seduceva. E lei camminava, a piedi nudi, nell’acqua che ormai le arrivava alle ginocchia, assaporando la tiepida brezza che agitava i suoi lunghi capelli. L’acqua della cascata limpida, fresca ed invitante, esercitava un’attrazione impossibile da controllare e la faceva sentire come sotto l’effetto di un incantesimo: non aveva alcuna volontà sulle gambe che si muovono da sole. Avanzando verso la cascata la “Ragazza” scorse una figura dietro il manto d’acqua: una fanciulla sorridente che la osservava con tenerezza. Come affascinata le si avvicinò con le braccia tese… le sue mani accarezzarono l’acqua, fredda, lasciandola scorrere lungo un braccio e subito il suo corpo si destò come da un lungo sogno. Ma era troppo tardi! Il sorriso dolce dell’immagine riflessa si era già trasformato in un ghigno che, apparso sulle sue labbra, ne aveva cancellato quella falsa tenerezza. Le sue mani, quelle mani che prima sembravano supplicare un caldo abbraccio, ora erano avvinghiate attorno al collo della “Ragazza” in una morsa che le mozzava il respiro………

« soffoco!…
….a i u t o !…….
…fer…
ma….
ti…
Aiutami Ladimir! »

« Di nuovo quel sogno! »
Ladimir era seduto su quello che poteva essere un letto fatto con la paglia. Il sudore, freddo, gli colava ancora dalla fronte. Erano diverse notti che faceva questo incubo. Aveva camminato tanto durante la giornata nella ricerca divenuta oramai vana della piccola Ilenia, la sorellina fuggita e scomparsa misteriosamente. La fuga non aveva mai convinto il ragazzo!
Ladimir si toccò la ferita, il solco lunghissimo che lo sfigurava ( quel maledetto lupo!) e ripensò a Daisha, anche lei scomparsa… ma per sempre. E ancora una volta si chiese perché, ripensando alla perdita dell’amata, non riuscisse a darsi una giustificazione sensata per la sua morte. Qualcun altro però poteva farlo……..


Capitolo 1
(La Confessione)

Solo la luce del camino illuminava la stanza dove Ilenia, seduta accanto al fuoco ansimava ancora. Gli occhi spalancati in un misto di odio e terrore osservavano le mani ancora tremanti mentre calde lacrime di dolore rigavano il suo pallido viso. Ancora sconvolta per il sogno cercava di ristabilire un contatto con la realtà.
Le gambe ancora paralizzate dalla paura le dolevano. Cominciò a massaggiarle come poco tempo prima faceva Daisha. – Quella sciocca…. Credeva di potersi prendere Ladimir!- pensò Ilenia con un guizzo di rabbia. - Ma perché – si domandava Ilenia –confessarlo proprio a Ladimir!- Ancora tremante rivedeva il volto del fratello mutare da avvilito a furente. Ripensava alle sue parole – Non ti perdonerò mai! Come hai potuto? – E rivedeva lei gettarsi ai suoi piedi recitare, fra le lacrime, la sua parte migliore – Sono stata così crudele… perdonami fratello mio!… forse la malattia mi ha resa folle… pazza… per un istante, solo per un istante… – Ma nonostante quella fosse la sua migliore rappresentazione non riusciva ad impietosire il fratello che non esitava ad allontanarsi da lei. Allora si vedeva togliere le false vesti per indossarne delle nuove: – Lei non ti meritava, cercava solo di ingannarti, ti voleva usare, solo per questo stava con te, non poteva amarti veramente, (come me) cerca di capire Lad, io dovevo proteggerti… - Lo sguardo folle, la voce stridula, la gestualità frenetica… sembrava una pazza, ma anche questa falsa maschera non commosse il fratello. Ladimir si era già voltato senza nemmeno guardarla ed era uscito dalla casa per non tornarci mai più, mentre urlando e piangendo Ilenia chiedeva pietà per il gesto orribile e insensato… disperandosi e struggendosi… fino a svegliarsi…
Quello che continuava a non spiegarsi era perché confessare il delitto dal momento che nessuno aveva mai sospettato di lei, immobilizzata nel letto da una forte, anche se misteriosa, malattia.
Ilenia non riusciva a ricordare l’inizio del sogno. Nella sua mente tutto era confuso… le sue urla, il dolore negli occhi del fratello, il suo smarrimento nel vederlo sparire, allontanarsi, perderlo definitivamente... Forse la sua non era stata una confessione spontanea, forse qualcuno l’aveva scoperta, nel sogno, e aveva rivelato tutto a Ladimir. Ma in questo caso Ilenia avrebbe negato, invece ricordava benissimo di non aver smentito nulla. La sua era una vera confessione, ma dovuta a cosa non se lo sapeva spiegare…
« Non ha senso! » Disse ad alta voce e si accorse allora che la gola le doleva. Pensò di aver parlato nel sonno e subito il panico negli occhi, cosa poteva aver detto? e se qualcuno l’avesse sentita?….
Silenzio…
Nulla si udiva si guardò intorno preoccupata poi da lontano sentì il suono di un fischio, era Ladimir che annunciava il suo ritorno a casa. Con uno scatto, insolito per le sue condizioni di salute, Ilenia si alzò, si asciugò il viso, si guardò allo specchio e indossò la sua maschera preferita. Pronta per il palcoscenico uscì di casa per andare incontro al suo amato… fratello…
con il sorriso sulle labbra, candido e puro come quello di un bambino Che sciocca era stata!
Nessuno, oltre lei, era in casa! Nessuna avrebbe potuto udirla…
Eppure… Eppure qualcuno nell’ombra, nascosto dietro una trave nell’atrio della piccola casa, cercava di calmare i battiti del proprio cuore. Aveva ascoltato tutto, aveva assistito all’incubo della piccola Ilenia… l’aveva sentita confessare il delitto… il terribile delitto. Nascosto nell’ombra e aveva atteso che la ragazza uscisse dalla porta posteriore, aveva atteso che i due s’incontrassero e dopo ancora tremante era sgattaiolato fuori. Al buio, aveva respirato a pieni polmoni cercando di calmare la rabbia che lo assaliva… Udendo la voce soave di Ilenia, connil volto ancora rosso per la collera era fuggito per i boschi.



Due anni dopo. E’ a notte… profonda… scura… lugubre… Ilenia è a letto nuovamente malata. Ladimir l’assiste da giorni, vegliando e temendo per lei. La sua mente vaga cercando di rimanere sveglio ma i suoi occhi ormai troppo stanchi e gonfi si chiudono. Cullato dalle braccia di Morfeo si addormenta. Al risveglio Ilenia non c’è più , il letto è vuoto, la finestra aperta, lei scomparsa…
L’indomani prima che l’alba spunti all’orizzonte una donna, avvolta in un mantello nero, monta a cavallo e si allontana dal villaggio…


Capitolo 2
(La Ballata)

Questa è la storia di messer lupo
che da sol nel bosco si aggirava.
Messer lupo era detto il cupo
e quando la fame lo tormentava
niente lo calmava finchè nel buco
una pecorella non mandava.
Ora i campi, ora i polli, ora le oche
di razzie ne facea non poche.
E se qualcun di madam volpe dubitava,
mentre ella risalia la china,
lesto lui lo sbugiardava.
Con un sol colpo sbranò una bambina
nel villaggio che, solo, infestava
e aprì la caccia per vendicar “ la Nina”.
Ad un boscaiolo, coraggioso e inesperto,
toccò affrontar il lupo a viso aperto
Quello più scaltro e veloce
sfregiò il temerario
nel modo più atroce.
Questa è la storia di messer lupo il solitario
e Ladimir suo nemico, poco veloce,
ma risoluto e velleitario.
Or nel bosco il lupo giace
ma non per man di Ladimir il sagace.