Il Voivodato di Tepesti




Il Guardiano dei Corvi


Storia

Seràph nasce trent’anni or sono da Alexi Von Blomberg, ricco boiardo del voivodato di Tepesti.
La famiglia dei von Blomberg era una casata di medie dimensioni, traente profitti economici soprattutto dai traffici commerciali legati alla sovrintendenza di una parte della via dei Dragoni.
Secondogenito della famiglia, Seràph non potè aspirare all’onore dell’eredità del compito di capofamiglia: il fratello maggiore Vain era infatti di otto anni più grande di lui e la consuetudine lo indicava come avente diritto al titolo di boiardo.
Seràph non fu mai amato dal padre che sperava di avere una figlia femmina attraverso la quale avviare una politica matrimoniale di rafforzamento con uno dei boiardi vicini: le attenzioni di Alexi inoltre erano tutte direzionate all’educazione di Vain.
Seràph passò i primi anni della sua vita in solitudine, ricevendo le sole cure del falconiere della casa, il vecchio Dmitri.
Dmitri era un tipo forastico e burbero ma seppe trasmettere al piccolo Seràph la passione per la falconeria ed i volatili in genere.
A soli dieci anni il giovane von Blomberg affrontò per la prima volta il confronto con la morte: per una terribile malattia ai polmoni, la bellissima Anja Terezinov von Blomberg, madre di Seràph, perse la vita, rosa in maniera repentina dal virulento morbo.
La perdita della madre rappresentò anche la fine delle attenzioni che la donna, pur se in scarsa quantità a causa delle pressioni fatte dal marito, dispensava al piccolo Seràph. Di lì a breve lo stesso morbo divorò anche il vecchio Dmitri, lasciando Seràph completamente solo.
La vita di Seràph era destinata però a subire un altro brusco cambiamento di lì a breve: il piccolo von Blomberg venne infatti inviato, su richiesta del padre, a studiare presso Vlad Teritsz ur Vada, conosciutissimo maestro delle lame dei territori dell’est.
Seràph passò i seguenti dieci anni ad allenarsi e a raffinare le sue conoscenze tecniche in materia di combattimenti corpo a corpo.
Vlad era una maestro di grandissime capacità ma la sua abilità come combattente era pari alla sua ferocia ed alla sua crudeltà: basti pensare che, ritenendo forviante e poco onorevole combattere con armi di legno o senza filo, costringeva i suoi allievi a utilizzare da subito lame affilatissime, mettendo a rischio la vita dei suoi discepoli sin dal primo giorno.
Del resto l’amicizia tra Vlad e Alexi era di vecchia data e il barone von Blomberg aveva piena fiducia nelle capacità del maestro: inoltre non era molto preoccupato dell’eventuale perdita del figlio dato che l’erede era al sicuro tra le mura di Castel Blomberg, la piccola fortezza della famiglia von Blomberg che sorgeva lungo la via dei Dragoni.
Vlad rappresentò per Seràph il padre che non aveva mai avuto: le idee ed i valori del maestro stillarono e riempirono il cuore del giovane Seràph, rinsanguate dal già presente sentimento di rabbia ed odio verso il mondo generato dalla difficile vita di escluso che il ragazzo aveva dovuto sostenere.
Parole come rabbia, odio, ferocia e totale assenza di pietà divennero le pietre angolari dell’animo del giovane von Blomberg.
Fu durante uno degli allenamenti con Vlad che Seràph perse il suo occhio sinistro. Dopo cinque anni di allenamento, un missiva del fratello Vain annunciava la morte del boiardo per motivi sconosciuti.
Pare che Alexi fosse morto nel sonno, a causa di un non ben precisato motivo.
Seràph rimase colpito dalla notizia: il padre, robusto uomo d’armi, era infatti ancora nel pieno delle forze ed una fine di questo tipo sorprese assai il futuro Guardiano dei corvi che si aspettava di vedere il padre morto su un campo di battaglia, magari contrastando la rivolta dei contadini pressati dalle sue continue angherie.
La grande distanza che separava la dimora di Vlad da quella del boiardo von Blomberg fece sì che la notizia del decesso del padre giungesse a Seràph con notevole ritardo.
Seràph non volle tornare a casa prima di aver terminato gli otto anni di allenamento previsti dal maestro Vlad.
La situazione a castel Blomberg era frattanto assai cambiata: Vain era un boiardo assai più intrigante del padre ed aveva iniziato a trafficare illecitamente con un gruppo di Vatravi rivoltosi.
Vain forniva appoggio alle scorrerie del gruppo di Vatravi capitanati da Vassilij Radtchenko, fornendo armi e rifornimenti, beni che poteva facilmente reperire grazie agli intensi rapporti mercantili, anche con contrabbandieri, che la famiglia von Blomberg si era andata a costruire col tempo.
Ma l’ala del drago rosso sarebbe ben presto calata sugli illeciti del boiardo Vain: i Dragoni del Voivoda, grazie al tradimento di uno dei membri del seguito di Radtchenko, convinto a parlare con i metodi repressivi e violenti che competono ai membri dell’Ordine, vennero a sapere quale era la situazione.
All’alba di un freddo giorno d’inverno, con la neve che calava come una pioggia di bianche lacrime, castel Blomberg venne assaltato dai Dragoni e raso al suolo.
Vain fu impalato a lasciato a marcire in mezzo ai campi insieme ai membri della banda di Vassilij.
Il feudo dei von Blomberg fu annesso a quello di un altro boiardo residente nelle vicinanze:
Vain infatti, al fine di evitare eventuali problemi con il fratello aveva messo in giro la voce che Seràph fosse morto durante gli allenamenti con il maestro delle lame Vlad.
Aveva anche inviato un sicario per eliminare il fratello così da evitare eventuali liti allorché le idee del fratello al suo ritorno sarebbero potute entrare in contrasto con la nuova gestione della casata von Blomberg.
Il sicario giunse all’abitazione di Vlad pochi mesi prima dell’arrivo dei Dragoni a castel Blomberg dove non fece più ritorno.
Seràph, che aveva sviluppato un sempre più forte senso di disprezzo per il trattamento riservatogli dal padre e più in generale dalla sua famiglia nella sua infanzia, non rimase particolarmente stupito del basso colpo che il fratello aveva tentato di infliggergli:
rimaneva però un dubbio sulle motivazioni che potevano aver spinto Vain a compiere un tale gesto.
Gli otto anni d’insegnamento erano terminati da alcuni mesi e Seràph si era trattenuto col maestro oltre i tempi previsti dato che Vlad da più di un anno aveva contratto un’infezione che gli aveva divorato la gamba sinistra e lo aveva progressivamente sempre più indebolito.
Non amava il suo maestro, la vita gli aveva insegnato a non amare nessuno ma rispettava la ferocia e il valore guerresco di quell’uomo, l’unico essere che sino a quel momento, e forse per tutta la vita, si era meritato il rispetto di Seràph.
Pochi giorni dopo il tentativo di assassinio da parte del sicario, Vlad morì lasciando in eredità a Seràph la sua spada, la famosa Lingua di Vlad, così chiamata in quanto tutti la ritenevano la più efficace via di comunicazione dell’ex-comandante Teritsz ur Vada.
Seràph era nuovamente solo: decise a questo punto di tornare a casa per saldare il conto con Vain.
Tornato a castel Blomberg trovò solo rovine e desolazione: le voci di paese raccontavano che i von Blomberg erano stati assaltati dai Dragoni a causa delle pericolose attività illegali che li vedevano collegati ad un gruppo di briganti Vatravi.
La sua casata era distrutta e il drago rosso del Voivoda lo aveva privato anche della vendetta verso suo fratello.
Lo sguardo menomato di Seràph si aggirava famelico lungo la vallata in cerca di una strada nella quale incanalare il suo odio e la sua rabbia verso il mondo: sulla rovine di castel Blomberg restavano appollaiati ancora i corvi che erano stati per generazioni il simbolo della casata.
A Seràph non restava che trovare una piaga nella quale rigirare il seghettato coltello della sua rabbia.
Seràph cominciò a seminare il terrore nelle lande che erano state della sua famiglia: sul suo petto spiccava ancora il corvo nero simbolo della casata von Blomberg.
Iniziarono così a prendere forma varie leggende, tra le quali quella che lo vedeva come lo spettro dell’antica casata che cercava di estendere ancora le sue grinfie sul suo dominio anche al di là dei cancelli infernali dove era stata relegata.
Dopo alcuni anni nei quali lavorò anche come mercenario, incrementando ulteriormente il sentimento di orrore e ferocia che aleggiava attorno alla sua figura, Seràph venne intercettato da degli agenti di Alexei Ipovich, un potente signore del luogo che aveva militato con Vlad ai tempi in cui il maestro era ancora un Dragone.
Ipovich propose un interessante accordo al guerriero: in onore della sua vecchia amicizia con Vlad gli offrì la possibilità di diventare un suo agente. L’aria di terrore e di mistero che già iniziava ad aleggiare attorno al cavaliere in nero, sempre coinvolto in operazioni di dubbia moralità e dalla forte carica di violenza, rappresentava un’importante investimento per Ipovich il quale si sarebbe sicuramente giovato del fatto di avere al suo servizio un “figlio dell’inferno”, come già lo chiamavano i contadini del posto per i quali l’arrivo del cavaliere significava quasi sempre sventura e sconvolgimenti.
Il lavoro era perfetto per Seràph: i metodi non propriamente ortodossi con i quali avrebbe potuto operare in nome del signore locale gli avrebbero garantito un’ulteriore rafforzamento del suo regime personale di terrore, estendendo tra l’altro le aree dove il suo nome significava già morte e disperazione.
In onore di questa nuova alleanza e ben conoscendo la storia di Seràph, Ipovich fece dono all’unico erede dei von Blomberg di un meraviglioso e possente esemplare di corvo reale addestrato: Seràph fu assai felice del dono, un dono che gli avrebbe continuamente ricordato della sua appartenenza di sangue ai von Blomberg e che allo stesso tempo, associato alle sue nuove e criminose azioni, avrebbe rappresentato il simbolo vivente di quello che il guerriero riteneva l’unico frutto sano della sua casata…il suo odio.
Da quel giorno Seràph iniziò ad agire come la mano sinistra di Ipovich: era diventato la metà oscura di un di per sé già spietato signore.
I contadini, i guerrieri e persino i nobili iniziarono a temere il guerriero: quando nell’aria si diffondeva il rauco gracchiare del maestoso corvo che accompagnava il combattente nelle sue truci imprese, il terrore si impossessava subitaneamente di ogni creatura razionale lì attorno.
Il Guardiano dei Corvi, così venne chiamato dalla popolazione, divenne ovunque nel territorio il simbolo vivente del terrore e della ferocia.


Descrizione Fisica

Seraph Van Blomberg è alto poco più di un metro e ottanta e pesa circa 80 chili.
Il suo fisico è muscoloso e asciutto, temprato dalla disciplina e dal quotidiano esercizio nell’arte del combattimento che lo hanno portato ad essere temuto nelle lande dove si aggira.
La lunga chioma nero pece incornicia un volto allungato marchiato dai segni della lotta:
l’occhio sinistro infatti è stato portato via da un fendente assestato da Vlad, lo spietato maestro di spada al quale Seraph deve la sua preparazione, ed è ora coperto da una benda nera decorata da cinque piccole borchie tondeggianti disposte a forma di croce greca.
L’occhio destro, scuro come la più buia delle notti, è sormontato da un sopracciglio che nella parte destra si arriccia leggermente conferendo allo sguardo mutilo del guerriero un aspetto quasi diabolico.
La bocca è contornata da un paio di folti e lunghi baffi che terminano a spiovente alla base del mento di Seràph.
I robusti avambracci di Seràph sono segnati da un cospicuo numero di cicatrici: voci vogliono che esse indichino il numero di avversari affrontati e uccisi in duello da Seràph. Alla fine di ogni scontro il guerriero pare procurarsi una cicatrice sull’avambraccio con la lama del suo avversario.
Seràph è solitamente abbigliato con una corazza di maglie ricoperta da una sopraveste nera malamente tagliata sulle cosce e stretta da una fascia nera.
Nero è anche il colore dei pantaloni e dei calzari indossati da Guardiano dei Corvi.
Le spalle sono protette da due robusti ed appariscenti spallacci: sono di forma trapezoidale e concava e nella parte anteriore e posteriore sono decorati da tre piccole borchie appuntite.
Dagli spallacci pende un pesante mantello nero che termina all’altezza dei polpacci.
Gli stinchi sono protetti da una coppia di schinieri bruniti i quali presentano una serie di corte punte sul davanti.
Anche gli avambracci sono protetti da due bracciali da difesa.
Ai fianchi di Seràph pende la sua temutissima spada, la Lingua di Vlad, una robusta spade da combattimento che il Guardiano dei Corvi utilizza con micidiale precisione.
In condizioni normali sugli spallacci di Seràph è appollaiato Vlad, il suo corvo reale, che assieme alla vecchia veste decorata col simbolo della casata von Blomberg e all’aspetto sinistro gli ha fatto guadagnare il soprannome di Guardiano dei Corvi.
Seràph monta un enorme cavallo da guerra nero.


Dicerie sul suo conto

“Il Guardiano dei corvi? Pregate di non incontrarlo mai…è un figlio di un demonio, nato dall’amplesso blasfemo di una strega e del suo infernale protettore…”

“Si dice che abbia gli avambracci ricoperti di cicatrici: ognuna di esse rappresenta un nemico sconfitto in duello…”

“Le piume nere, le piume nere…pregate di non incontrare mai il Guardiano…è terribile: ha un tizzone d’inferno nell’occhio e uccide chiunque non gli vada a genio…banchetta il sangue delle sue vittime dopo averle uccise”

“Io l’ ho incontrato una volta…era enorme, montava un cavallo nero ed era circondato da corvi neri come la notte… mi ha chiesto…con la voce dell’oscurità stessa…oh dio…mi chiese dove si trovava la rocca di Michail Terzmaninoff…si proprio lui, il valoroso cavaliere figlio del boiardo…
da quel giorno non si sono avute più notizie di Michail”

“Il Guardiano dei corvi…non nominarlo altrimenti i suoi protetti potrebbero riferirgli che sei un vile e hai paura di combatterlo e te lo ritroveresti davanti al castello in attesa di incrociare la sua lama con la tua”
“Ma è vero che il lo temo e non ho nessuna voglia di rinunciare alla mia agiata vita da ricco sovrintendente per colpa dell’ardire di un DEMONE…”
“Signore…”
“E’ stato avvistato un cavaliere in avvicinamento…”
“E con ciò?”
“Beh signore…attorno a lui volteggia un enorme corvo nero…”