La pace è un fiume che scorre silenzioso, ma la sua corrente può scolpire la pietra.
Mornachdath de Daanain
Leggende e tradizioni
Nell’epoca turbolenta che precedette la fondazione di Turn, quando le ombre della guerra si allungavano su ogni regno e le ambizioni degli uomini minacciavano di soffocare la voce degli dèi, visse Mornachdath de Daanain, figlia di Aelynn, la leggendaria Sacerdotessa delle Ombre dell’antica stirpe dei Daanai di Ilsanora. Nota nei canti e nelle cronache come la Principessa Perduta, Mornachdath fu una figura di rara saggezza e intransigente dedizione alla pace, una luce tenue ma incrollabile in un’epoca di ferro e fiamme.
Figlia delle Ombre, Custode della Luce
Le poche informazioni note sulla vita di Mornachdath attestano la sua nascita intorno al 1216 Tèhrad Aos, ultima discendente di un lignaggio intriso di antiche tradizioni e misteri. In aperto contrasto con i più influenti esponenti della sua stirpe, Mornachdath scelse di volgere le sue doti non alla guerra e alla ricerca del potere, ma alle arti della mediazione e della composizione dei conflitti. Sin da giovane rifiutò la spada e la vendetta, dedicandosi invece allo studio dell’armonia tra le forze della natura e gli animi degli uomini. Le motivazioni che la portarono a diventare Druida delle Ombre non sono note, ma di certo hanno a che fare con il suo enorme potenziale e l'incredibile capacità di connessione con gli spiriti primordiali che governano le energie mistiche alla base dello
Yoki e dei nodi di potere dei
Santuari druidici.
Il Viaggio della Pace e la Missione Perduta
Intorno al 1240 Tèhrad Aos, ormai nota per la sua capacità di placare conflitti e di dissolvere antiche faide con la saggezza di chi vede oltre l’odio, Mornachdath intraprese una delle più ambiziose missioni diplomatiche del suo tempo. Insieme ad alcuni dei suoi più fidati seguaci attraversò il Mare del Nord, viaggiando tra i regni in guerra che popolavano le propaggini settentrionali del Continente di Sarakon, con l'obiettivo di portare un messaggio di coesistenza e riconciliazione. Sfortunatamente, la ragazza, all'epoca ancora molto giovane, peccò di ingenuità: le cronache non concordano su cosa accadde esattamente, ma è certo che scomparve nel nulla durante il suo viaggio. Alcuni sostengono che fu tradita da coloro che temevano le sue parole più di qualsiasi spada; altri dicono che fu presa in custodia e successivamente in sposa da un signore della guerra, e che questa terribile esperienza la portò a togliersi la vita. Molti dei suoi seguaci, più semplicemente, accettarono l'idea che si fosse dissolta tra le Ombre, divenendo parte stessa del Velo tra i mondi, continuando a vegliare su chi cerca la via della pace.
L’Eredità della Principessa Perduta
La memoria di Mornachdath non svanì con lei: ancora oggi il suo nome è ricordato tra i discendenti dei Daanai e nelle terre un tempo toccate dal suo passo, dove si raccontano storie di una donna dai capelli color della notte e dalla voce che poteva calmare anche il più irato dei sovrani. Per alcuni è soltanto una leggenda, per altri è un ideale a cui ispirarsi: quel che è certo è che, per chi crede ancora che la pace sia possibile, Mornachdath de Daanain non è mai davvero scomparsa.
La ricomparsa
Nel corso degli eventi narrati nella cronaca
In Absentia un gruppo di soldati di Uryen libera scopre che Mornachdath de Daanain è incredibilmente ancora in vita, benché imprigionata da secoli all'interno di un artefatto noto come
Gaol-Scathàn, sepolto all'interno di un antico tempio consacrato alla divinità ancestrale nota come
Maarduk e affidato alla custodia di due potenti guardiani scheletrici. Al termine di un rocambolesco scontro contro i guardiani, i soldati riescono a impadronirsi del
Gaol-Scathàn e a liberare Mornachdath dalla sua prigionia secolare.
Caratteristiche
Mornachdath de Daanain si presenta come una giovane donna di carnagione olivastra, con gli occhi blu notte, i capelli neri e alcuni tatuaggi sul volto e sul corpo. Il suo viso può risultare inquietante in quanto presenta i tratti originali dei Daanai, che oggi risultano molto ammorbiditi anche nei clan del Nord di Ilsanora. Mornachdath parla il
Vanninagh, l'antica lingua dei Daanai, che pur con le sue inevitabili differenze risulta grossomodo affine all'attuale idioma di Ilsanora.