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Flynnister Ashyd Thorp

[personaggio]
personaggio
Razza:
Umano
Sesso:
maschio
Altezza:
180 cm
Peso:
70 kg
Ruolo:
compagno
Tipo:
PG
Giocatore:
sconosciuto
Flynn - quadro

Come si presentò alla Compagnia di Vintemberg

Il mio nome è Flynnister Ashyd Thorp.
Flynnister lo ereditai da mio nonno, nome altisonante, che per gli amici diventa semplicemente Flynn.
Riguardo il mio secondo nome, Ashid, indubbiamente suona strano alle orecchie dei sudditi del Granduca, e forse è iniziando a spiegare questa stranezza che si può raccontare la mia vita, fino ad oggi...

Nacqui 25 anni fa a Zedghast, il 23 maggio del 484 ad esser pignoli.
Mio padre, Pyter Thorp di Galen, aveva sposato da pochi anni Katys Havilland di Greyhaven, consolidando così la giovane nobiltà della sua famiglia, con un matrimonio che certo giovò alle casse semivuote della Casata di mia madre. I Thorp da generazioni erano un'importante famiglia di mercanti, ed ora che avevano ottenuto un titolo nobiliare, supplivano alla nobiltà stessa con l'oro dei loro commerci.
Ben presto arrivò un incarico prestigioso, e partì come Legato presso Zedghast.
Quando nacqui io, era passato più di un anno da quando la mia famiglia si era trasferita colà, e mio padre aveva già appreso non dico l'arte, ma quantomeno i trucchi della diplomazia; continuò la tradizione inaugurata dal suo predecessore, ed anche egli diede a suo figlio un secondo nome, un autentico e indiscutibile nome zedghastiano: Ashyd.
Il mio fratello maggiore Duncan, perché nato a Greyhaven, e la mia sorella minore Alyn, forse perché femmina, non ebbero questo onore, ed in ogni caso io ormai ci sono affezionato a questo mio secondo nome, sicuramente molto più di mio padre.
Passai i miei primi 10 anni a Zedghast, sebbene devo dire, ora con rimpianto, in uno stato di quasi isolamento. I contatti con l'esterno erano ridotti al minimo. Tuttavia la mia educazione, in un Paese come quello, non potè che risultare eclettica, almeno in una certa parte, e trovai anche il modo di apprendere un po' di quella affascinante e difficile lingua.
Per quanto riguarda la cultura di quelle terre, ero troppo piccolo per capirne le sfumature allora, cercai di recuperare in seguito, ma almeno una cosa segnò profondamente la mia vita: in quanto figli del rappresentante del Granduca ricevevamo spesso doni in occasione dei nostri compleanni da parte di vari notabili zedghastiani, ed in una di queste occasioni mi venne regalato un falco da caccia. Vista la mia età, avevo allora solo 9 anni, il regalo fu giudicato inopportuno da mia madre, ma io rimasi subito affascinato sia dall'animale sia dall'arte della falconeria, che presso Zedghast è diffusa forse anche più che dalle nostre parti.

La mia infanzia divenne più infanzia e meno prigionia quando nel 494 ci trasferimmo a Delos: mio padre era stato infatti nominato Ambasciatore presso la corte Imperiale.
Lì le cose andarono decisamente meglio, o forse semplicemente le ricordo meglio.
Conobbi molte persone, strani amici, insegnanti "stravaganti", perlomeno per i canoni del Granducato, e man mano che gli anni passavano, mi ritrovai in un mondo sempre più interessante, sempre più ricco di eventi straordinari.
In poche parole furono anni felici e pieni di quelle che per un adolescente sono delle vere e proprie avventure, in una città che è una miniera inesauribile di sorprese: appena mi sembrava di imparare a conoscere un rione, scoprivo i quartieri elfici presso il porto, appena compravo un vestito di una strana foggia, mi imbattevo in un mercante appena arrivato da città lontane un intero continente, con stoffe di colori che sembravano mai visti.

Ripensandoci il destino fu particolarmente crudele con me poiché, proprio quando sembrava che il vero divertimento stesse per arrivare, mi ritrovai di fronte alla dura realtà.
La mia famiglia era tanto giovane in nobiltà, quanto arretrata nel perpetrare usanze retrive: il mio destino, nei loro piani, era la carriera religiosa nella Chiesa di Pyros, quello di mia sorella un matrimonio ben combinato già da diversi anni, quello di mio fratello affiancare mio padre per poi prenderne il posto.
Avevo appena compiuto 18 anni quando fui inviato presso il Monastero di Pyros della capitale imperiale, nonostante feci di tutto, con i fatti ancor più che con le parole, per mostrare la mia più totale indisposizione e contrarietà.
Impiegai due anni per capire che ogni tentativo era vano, ed essendomi rimaste come uniche due possibilità adorare in pubblico una statua di Azatoth o fuggire, optai per la seconda, non bramando particolarmente di finire su un rogo.

Per la mia famiglia, comunque, da quel momento fui meno che cenere e fui più che morto.
Rimanere a Delos era pericoloso quanto imbarazzante, e decisi di tornare nel Granducato: non mi dilungo sulle peripezie che mi videro protagonista, dirò solo che mi ci volle un anno per arrivare a Greyhaven.
Non avevo mai calcato quelle strade. Buffo a ripensarci, fuggivo ma il mio esilio mi portava non in un paese straniero, ma nella mia patria, eppure in quella patria ero uno straniero. Conoscevo la lingua grazie ai miei famigliari e ai miei maestri, i costumi attraverso i racconti ed i libri, ma non conoscevo nessuno, e per i parenti ero invisibile.
Passai dei mesi particolarmente duri, che non amo ricordare, fino a quando non mi imbattei in Elrond, un vecchio amico di famiglia, l'unico che mi aiutò, oltre ogni aspettativa.
Ho lavorato per lui in questi anni, fino ad oggi, e si tratta di un lavoro interessante, che mi permette di studiare ogni giorno cose nuove, tutte le cose che ho sempre voluto conoscere.

Il rapporto di Flynn con la Compagnia di Vintemberg

Flynn arriva al Gallo d'Oro il 27 ottobre del 509, munito di una lettera di presentazione di Elrond. Vi viene descritto essenzialmente come uno scrittore, un suo collaboratore che ha insistito per conoscerli di persona ed accompagnarli nei loro viaggi, e che potrà essergli forse utile nelle faccende che richiedono un approccio "meno diretto".
In verità, verità che lo stesso Flynn non nasconde troppo scrupolosamente, nei mesi seguenti invia dei rapporti regolari sulle attività del gruppo ad Elrond. Quest'ultimo, infatti, negli ultimi mesi ha iniziato a preoccuparsi della deriva che sta prendendo la Compagnia di Vintemberg, della quale preferisce avere notizie regolari ed attendibili.
Del resto Flynn in diverse occasioni ha già lavorato per Elrond come spia, sebbene poco tradizionale. Conosce diverse lingue (padroneggia quella di Zedghast e di Delos), è ben istruito, ed ha l'aspetto e la copertura adatta per svolgere incarichi delicati che richiedono molta discrezione, soprattutto negli ambienti più "alti".

I documenti di Flynn, quelli seri e quelli faceti

Sono diversi gli appunti suoi suoi compagni, alcuni seri, come ad esempio quelli su Sean o su Luran, informazioni che in qualche modo riesce a far arrivare ad Elrond.
Ma ce ne anche qualcuno indubbiamente faceto, come una sua finta missiva-denuncia che scherzosamente lesse ai compagni, sempre più nervosi e sospettosi nei suoi confronti.

Dopo lo scioglimento della Compagnia di Vintemberg

Tornato al servizio di Elrond, Flynn compie diverse missioni, la maggior parte delle quali intese a meglio comprendere il fenomeno dei sempri più frequenti sacchegi operat dai Nordi sulle coste.
Passa alcuni mesi in contatto con dei prigionieri, e apprende i rudimenti della loro lingua e cultura.
Venuto a conoscenza della preparazione di una ambasceria Deliota, ne segue i progressi e riesce ad accodarsi in qualità di interprete: è quindi presente verso la fine del 512 a Skoffin, presso la Corte del Re Nordro Malkson.
La sua posizione privilegiata gli consente di far avere a Elrond un rapporto confidenziale estremamente preciso e molto prezioso.

La questione Nordra

Dopo aver passato l'inverno presso i Nordri, nella primavera del 513 torna nel Granducato e affianca Elrond, seguendo in prima persona gli eventi che tra Elsenor e Surok porteranno due figli di Re Malkson di Skoffin, Bjorn e Thorvald, a diventare sudditi di Greyhaven e ottenere i titoli di Marchese di Conte, il 12 giugno del 514.

Curiosità

  • Flynn è un esperto falconiere, e durante i suoi viaggi con la Compagnia di Vintemerg si accampagnò al suo fido Grigno.
  • Sebbene lui per primo sottovaluti la questione, diversi "fenomeni" hanno dimostrato inequivocabilmente che Flynn ha un certo potenziale magico, per ora assolutamente grezzo.
Creata il 23/05/2007 da Bato (250 voci inserite). Ultima modifica il 24/05/2007.
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