Dalla "Storia dei Quattro Re" di Ruben-Mbach..

Era grande Tell-El-Amarna, era grande e guardava a Occidente, non la fecero i Nani del Dominio. La fece Danko il Focoso, strappandola alla Roccia e alla Montagna. E disse: "Piègati e trema, terra di Must, è Danko il Re che ti plasma".

E così abbandonarono Nair-il-Kart l'Antica e si volsero all'Alba.
Miriadi di Nani scavarono la roccia, dopo lunga peregrinazione e viaggio di monte.
E tu sorgesti, temibile, Tell-El-Amarna. Di pietra nuda tu avevi le mura e scoscese sull'alto pianoro. Ma di ferro ti cingevi i bastioni, che brillavano al Sole e riecheggiavano luce nelle notti di Luna. E tu eri grande Tell-El-Amarna e incutevi timore alle genti. Dal basso ti vedeva il viandante e tremava. Perché irraggiungibile al cielo tu eri e statue di guerra reggevano le tue torri. Gros-Tan, il Gran Re, e Dor col Martello Imperfetto, scolpiti nel Must, avi immensi di Danko, levavano le Starmi, con volto di guerra, ai Nair del Tramonto. E cornuti bastioni di ferro erano i loro elmi, gli invitti baluardi di Tell-El-Amarna. Pretesa regale. Antichissima prosapia. Corni di guerra, trombe di tuono, ogni giorno, ogni notte, a far inorridire gli Uomini pavidi di dintorno. Ad annunciare a Kos-Ras, a Trogo il Fedele, al lontano Goh'Rak, l'imminente ritorno di un Re, di un Dominio, di un sogno.

...

E giunsero gli altri Re alla Valle delle Lacrime e videro Nair-il-Kart l'Antica e la videro abbandonata e piansero, perché queste erano le opere dei Re del Dominio. E pure tremarono, perché udirono di lontano i corni, udirono le trombe.
Udirono cupa, furiosa, svegliarsi l'ira di Tell-El-Amarna la Nuova. E uscirono i Nani dalle bocche del Drago, perché di Drago aveva forma l'Unica Porta di Tell-El-Amarna. E i Nani erano molti, le miriadi di Danko il Focoso, che battevano asce e mazze sugli scudi e il duro martello, le miriadi di ferro.

...

E vinsero al viaggio più lungo, verso le ceneri del Reame Antico, verso il cuore del Dominio, verso i Nair d'Occidente, verso le ceneri di Nair-Ib-Rhodes, verso lo scempio di Kos-Ras il Lento.

..

E tornarono con un cupo lamento. E ripetevano il pianto, rimbombava il canto, tra i valloni del Must, le piaghe di Ilmarinen disteso sulle Montagne Brumose. Il corpo di Danko, armato, con l'Ascia Senza Punta stretta tra i pugni, composta sul petto, sfilava tra i monti, portato a spalla senza posa dai Quattro Parenti del morto: Baak-an-Kor, Ioab-Tun, Olag e Dor-Kun, i tre fratelli e il cugino. Sangue di Danko senza futuro. E comprese Meleeb-an-Kun, il grande Profeta, il padre di Dor-Kun, il fratello del padre di Danko, dalle alte torri di Tell-El-Amarna e pianse e scese. E tutto il popolo uscì dalla bocca, dall'Unica Porta. E Meleeb-an-Kun vide con gli occhi accecati il corpo di Danko e il figlio gli condusse la mano rugosa sul viso del Re caduto. E Olag riferì le parole di Kos-Ras il Lento. E Ioab-Tun parlò della corona dei Nair d'Occidente gettata nella Forgia. E Baak-an-Kor infine consegnò la corona di Danko nelle mani di Meleeb-an-Kun. E Meleeb-an-Kun nel buio dei suoi occhi vide Ilmarinen e gridò. Tenne la corona alta sopra il suo capo, si volse a Tell-El-Amarna la Nuova e parlò.
"Io ti maledico, città di Danko, il figlio di mio fratello, e metà del mio cuore. Che tu sia spopolata, Tell-El-Amarna, come fu Nair-Il-Kart l'Antica, e dimenticata per sempre. Che chiudano i Nani di Danko la tua Porta e gli accessi delle tue valli. Che tu rimanga sola, foriera di guerra per i Nani. Un solo giorno tu risorgerai, Tell-El-Amarna: quando l'ultimo figlio di Kos-Ras chiederà all'ultimo nipote di Danko le tue chiavi nell'Ultima Guerra dei Nani. E quel giorno sarà il giorno in cui ci riuniremo a Krinn. Ma tu sarai l'ultimo ruggito, l'ultima disperata furia dei Nani. Dormi e temi il tuo risveglio, Tell-El-Amarna!".

Poi strinse le mani e le rughe del viso e la corona di Danko avvampò come a risposta del tremendo presagio e l'oro rovente colò sulle sue vecchie braccia e non pianse. Colò la corona di Danko tra le mani di Meleeb-an-Kun il Profeta come quella di Kos-Ras nella Forgia.