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Solice Kenson
Cronache della Campagna di Caen
Solice Kenson
"Voi avete coraggio e siete molto convincente: ma non appena sarete chiamata a combattere, al primo combattimento che possa realmente definirsi tale, voi morirete. E non parlo di scontri confusi o ingarbugliati, dove nessuno capisce fino in fondo quello che sta facendo o magari ha meno voglia di uccidervi che di portare la pelle a casa. Parlo di uno scontro vero, in cui affronterete una persona con le vostre sole forze. Beh, è giunto il momento che qualcuno che vi vuole bene vi dica che queste forze non basteranno proprio contro nessuno".
creato il: 20/05/2005   messaggi totali: 91   commenti totali: 32
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3 gennaio 519
Venerdì 6 Maggio 2011

La giostra nella neve

Il ballo, poi tre giorni di torneo intervallati da pranzi, cene e altri giochi di piazza; poi la firma del trattato, e infine il giorno delle nozze. La clessidra è ferma a metà, bloccata dal freddo di questo gelido pomeriggio innevato che sembra non finire mai. Di tanto in tanto gli zoccoli dei cavalli incontrano piccole lastre di ghiaccio, frandumandole con un rumore secco che arriva fino alle tribune. Fino a questo momento nessun incidente ha funestato il Torneo, ma adesso il cielo mette davvero paura. E' forse il caso di interrompere la giostra? Rivolgo uno sguardo in direzione di mio padre: no, non lo permetterebbe mai. Gli astanti intorno a me sono eccitati, attratti dal fascino delle manovre rischiose e delle cariche avventate tanto quanto lo sono i cavalieri.

Il giorno delle nozze di mia sorella conoscerò il nome del fidanzato che mio padre ha scelto per me: l'ufficializzazione formale dipenderà dalla mia accettazione, ma stavolta la promessa che ci siamo scambiati è molto precisa: lui mi farà partire ancora una volta come paladina, e io farò tutto ciò che mi chiederà. Un giuramento che rende felici entrambi, e che sancisce qualcosa di inevitabile: ma non per questo mi fa meno paura. Il 6 gennaio, ancora una volta: una data segnata da infauste ricorrenze che in questi ultimi anni ho imparato a temere. Coincidenze, continuano a ripetermi tutti: persino il Vescovo. Eppure...

D'un tratto la lancia di Malaki colpisce l'armatura di sir Gregor Reel, rovesciandolo al suolo. Tutti intorno a me si alzano in piedi gridando a gran voce il nome del cavaliere... ed io con loro: in un istante l'emozione della giostra si riversa nel mio sangue divorando ogni paura e proiettandomi verso l'alto, le mani levate al cielo insieme a quelle di mio padre, di Ryan e di Amy, di Rosalie e di Karl. "Questa non gli è piaciuta affatto, ve lo dico io!", tuona Lord Konon Desyenne all'indirizzo del povero sir Gregor, intento a rialzarsi dall'interno di un cumulo di neve.

E se avessero tutti ragione? Forse i miei timori sono infondati, forse mi preoccupo troppo. Magari non sono nè il ghiaccio nè i numeri del calendario a farmi realmente paura, quanto piuttosto il cambiamento che mi attende all'orizzonte. Se è davvero così devo fare il possibile per non pensarci, tenendo la mente occupata altrove: non posso permettermi di avere paura, adesso. L'arrivo degli ospiti e l'incarico formale datomi da Rosalie richiedono tutta la mia attenzione: Maestra di Cerimonie, addirittura... insieme a Amy Ripley, la sposa di mio fratello, e Arlyn. Abbiamo trascorso molto tempo insieme, documentandoci sulle regole da seguire per rendere omaggio ai nostri ospiti. Io, in particolare, mi sono occupata di perfezionare la mia conoscenza delle convenzioni in uso in terra di Delos e presso le comunità Naniche del Dominio. Le regole dei Nani sono semplici e spartane, e ricordano molto le convenzioni in uso a Greyhaven: quelle di Delos, invece, sono complesse e sfaccettate, al punto da sembrare in taluni casi persino contraddittorie: ma una lettura attenta chiarisce quanto in realtà non lo siano affatto. Si dice che basti l'istinto per conquistare un Greyhavenese, e che la lealtà e l'onore siano tutto ciò che serve per farsi rispettare da un Nano: ma per impressionare un Deliota occorre aver passato del tempo a studiare.

Non mi aspettavo di incontrare il Tassiarca Basilios Fokas: non era presente in nessuna delle due delegazioni di Delos giunte a Valamer con l'inizio del nuovo anno, e capitanate rispettivamente dal Panipersebasto Thomàs Raoùl e da Isaàc Anghelos. E' comparso all'improvviso, al centro del grande salone: stupito quanto me, ma solo per un istante.

"Posso leggere il disappunto nei vostri occhi: credetemi, mi dispiace molto".

"Voi... Confesso che sono... sorpreso". Il suo Greyhaven era corretto, ma nascondeva totalmente le sue emozioni: se fosse adirato o offeso, oltre che sorpreso, non mi era dato sapere.

"Sono mortificata".

"Perché voi... non avete parlato? Questo non capisco. Sarebbe stato tutto più facile... più rapido".

"Sono davvero mortificata".

"Voi... non siate mortificata. Non dovete".

"Vi ringrazio molto. Non so cosa dire...".

"Non dovete dire nulla, se non volete. Ma potete dire qualsiasi cosa: io ascolterò. Volete ballare?"

Così ho danzato con Basilios Fokas, Tassiarca di Kastòria. E tra un passo di danza e l'altro una voce dentro di me continuava a rivolgermi le stesse domande: aveva per caso parlato con il Marchese? O forse lo avrebbe fatto di lì a poco? E se...

Stupida, stupida ansia, allontanati da me e lascia in pace i miei pensieri: non ho tempo per te in queste lunghe notti. Che la preghiera mi aiuti a ritrovare la concentrazione, a rivolgere la mia attenzione sui due compiti che ho: provvedere alle necessità degli ospiti e vegliare su mia sorella. Maestra di Cerimonia e Paladina di Pyros. Il vescovo ha ragione, Rosalie: non dobbiamo temere nè numeri nè date, se Pyros è con noi. E io sarò sempre insieme a te, nelle feste, nei balli e di fianco all'altare. Oggi mi hai mostrato il vestito che indosserai: nero come la notte, come le mie peggiori paure. E' davvero così forte il tuo bisogno di allontanarti da Pyros? Quante ferite nascondi sotto queste tue provocazioni?

Cavallo nella neve
scritto da Solice Kenson , 03:16 | permalink | markup wiki | commenti (0)