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27 agosto 517
Giovedì 24 Agosto 2017

Funesta Fioritura



27 Agosto 517

Il paziente ha cominciato a rispondere alla terapia questa mattina, dopo circa 18 ore trascorse in stato comatoso. Le incisioni che ho praticato sugli ascessi hanno drenato gran parte del sangue guasto, tuttavia vi sono forti possibilità che l'infezione abbia provocato danni a muscoli, tendini e nervi. Il fatto che non sia ancora morto di setticemia mi rende ottimista, così come il battito leggermente accelerato e il respiro regolare: se tutto andrà bene, nessuna di queste cose avrà particolare importanza.

La clessidra mi avverte che è quasi ora di somministrare il prossimo decotto: quando mi toccherà girarla saranno passate 32 ore dalla mia ultima notte di sonno. Ero certo che non avrei sentito la stanchezza, ma non pensavo di poter provare ancora un tale livello di apprensione: quello che accadrà nelle prossime ore sarà determinante. Molte cose da fare, poco tempo e nessuno che possa sostituirmi o darmi il cambio: devo farcela da solo, senza sbagliare nulla. No... non da solo: osservo il giovane soldato di fronte a me e cerco di immaginare la sua silenziosa ordalìa. Ripenso alle leggende che parlano di Oropo, l'Ultima delle Cinque, e alle esperienze maturate in una vita di esperimenti legati al ciclo che unisce la nascita e la morte. O dovrei dire fallimenti? Mi tornano alla mente le giovani donne dell'Est che al momento di partorire si recavano sulle rive dell'Alcor nella speranza che i sapienti della Torre del Silenzio potessero salvare il loro bambino dal ''Medgui Garmaa'' che sentivano di avere: il ricordo di quei feti deformi e mostruosi, sufficiente a far ricredere anche più scettico dei ricercatori, è ancora ben impresso nella mia memoria.

Ripenso a chi, prima di voltarmi le spalle per sempre, mi disse che le mie ossessioni erano dovute al fatto che non potevo avere figli. Probabilmente aveva ragione: fatto sta che per questa nascita avrei davvero preferito una femmina. Invece a quanto pare rischiamo di avere un fiocco azzurro, per giunta dotato di Yoki: non so proprio come farò a spiegare a Barun quello che è successo e a convincerlo a non provocare un aborto ben poco spontaneo. Per non parlare dell'Angelo Nero, che conosce i rischi e le conseguenze almeno quanto me: ''funesta fioritura'', così la chiamavano i Popoli Antichi. Eppure la situazione di urgenza in cui ci troviamo, unita alla mancanza pressoché assoluta di studi e letteratura, è tale da imporci la sofferta e sanguinosa strada delle iterazioni progressive. Sfortunatamente per William non capita spesso di vedere la luce al primo tentativo. Staremo a vedere: comunque vada, vedremo di fare tesoro dell'esperienza.

Se son rose fioriranno... altrimenti fioriranno comunque.

Luger - Immagine



1 Settembre 517

Sono vivo. Ho la testa che sembra in fiamme, un braccio bloccato e l'occhio sinistro che non vuole saperne di aprirsi, ma sono vivo. Luger mi ha detto che ho dormito per quasi cinque giorni senza mangiare un boccone: non stento a crederlo, visto che il solo pensiero di dover trattenere qualcosa è sufficiente a farmi venire da vomitare. A dire il vero, succede di frequente anche senza quel pensiero: un liquido verde scuro di cui non riesco a sentire l'odore, ma qualcosa mi dice che fa parecchio schifo.

Nonostante tutti questi acciacchi, comincio a sentirmi meglio: le gambe sono a posto, sento che potrei camminare senza stancarmi per chissà quante miglia... o meglio potrei, visto che mi hanno messo in cella con una serie di accuse che non finisce più: pratica di attività magiche, atti contro il feudo, pratiche oscure e chissà che altro. Il sergente Rudd, subito dopo avermi pestato e rinchiuso qui, mi ha assicurato che chiederà a Barun di decapitarmi personalmente. E dire che Luger era stato possibilista... mi era sembrato di capire che, dopotutto, avrebbe persino cercato di intercedere in mio favore. Si vede che non conta poi molto, a differenza di quello che crede.

Poche ore dopo il mio arrivo in questa cella ho ricevuto la visita di Navél, l'Angelo Nero. E' stato in quel momento, quando ha varcato la porta, che ho capito di avercela fatta. "Hey, abbiamo due occhi in due!" ho esclamato, sperando di rompere il ghiaccio. Niente da fare: è rimasto a osservarmi in silenzio, puntandomi addosso quella singola orbita nera e inespressiva. Uno sguardo che tradiva il profondo disprezzo per me e per quello che avevo fatto, unito alla delusione di vedermi vivo e al rancore di sapermi ormai simile a lui. Poi ha parlato: una sola frase scandita a bassa voce, con il solo e unico intento di intimidirmi. Un chiaro segno che non nutre alcuna fiducia in me e in come potrò gestire questa cosa. Un modo creativo per non pronunciare la solita vecchia frase da vecchietta claudicante: riga dritto, altrimenti... E va bene, Angelo Nero: mettiti pure in fila dietro al sergente Ruud, ho idea che finirete per essere in tanti. Sfortunatamente per voi, non c'è molto che può spaventarmi ora come ora: non ho mai sentito la morte vicina come in questo momento. E' come se il mio corpo si trovasse al centro di una tempesta inaudita, nell'unico punto in cui tutte le spaventose forze che ne fanno parte si bilanciano tra loro e si annullano a vicenda... con la particolarità ulteriore che molte di quelle forze, se non tutte, fuoriescono da me.

E' così che ti sentivi all'inizio, Annie? Un vulcano pronto ad eruttare, un'onda gigantesca sul punto di infrangersi contro una muraglia di scogli. Se guardo dentro me stesso mi sembra di rivedere te e il modo che avevi di affrontare la tua esistenza: il tuo distacco, la tua forza, la tua indomabile energia che tenevi nascosta sotto un mantello di apparente apatia e rassegnazione. A tutti gli altri, forse, ma non a me: io ho sempre potuto vedere sotto alle tue vesti, ho sempre saputo quello che nascondevi: quando vomitavi, quando non dormivi per ore, quando sanguinavi e piangevi maledicendo te stessa e il mondo intero... ero lì con te. E' grazie a te che adesso sono qui, che ho potuto cogliere questa incredibile opportunità: e se riuscirò a domare questa bestia che mi ruggisce dentro sarà soltanto grazie a quello che ho appreso osservando le tue interminabili notti solitarie.

A proposito... adesso dovrebbe essere notte fonda, eppure il mio occhio ci vede ancora piuttosto bene. Se lo chiudo, posso ancora avvertire qualche frammento di quello che mi circonda sfruttando le deboli emanazioni del mio stesso Yoki: è incredibile come stia cambiando la percezione che ho del mio stesso potere. Prima era qualcosa di esterno che mi portavo dietro, come una riserva di acqua all'interno di un otre. Adesso, giorno dopo giorno, sta diventando qualcosa di simile a un polmone: posso sentirlo, posso respirarlo. Posso distinguere il suo odore e quello di chiunque altro lo possieda intorno a me.

Ho una gran voglia di uscire e di scoprire cosa altro posso fare. Vorrei poter parlare con Barun e spiegargli le mie ragioni, fargli capire che ho fatto tutto questo per diventare un'arma... la nostra arma. Come Annie e forse - mi auguro - persino più forte, oltre che del tutto indipendente dai nostri nemici. Sapevo che ero l'unico a potercela fare e ce l'ho fatta, rischiando la vita, nell'unico modo che avevo a disposizione. Vorrei dirgli che adesso sta a lui scegliere se condannarmi a morte e vanificare tutto, continuando ad adeguare questa "guerra degli uomini" ai tempi valànici del Prevosto e alle titubanze di Luger, o darmi la possibilità di diventare quello che voglio: l'Angelo Nero di Uryen, colui che può ribaltare le sorti dello scontro. Il soldato perfetto. Il super predatore. Il... Chi se ne importa del nome, basta che mi facciano uscire da qui.

William Deed - Immagine





5 settembre 517

"E' uno scherzo, vero?"

La faccia di Ramsey, quando scherza, la conosco: e non è certamente quella. Specialmente quando mi risponde senza dire un cazzo, guardandomi negli occhi e scuotendo la testa.

"Col cazzo, Ram: io non ci sto, non me lo accollo!"

"E' un'ordine del Tenente Comandante Scherer".

"Me ne sbatto i coglioni del Tenente Comandante Scherer! E' una stronzata, e lo sai pure tu. Andiamo a parlare con Barun e chiariamo questa storia".

"Barun è d'accordo".

"Che cazzo dici?"

"Barun è d'accordo. Lui e pure il Burgravio. A quanto pare lo stregone li ha convinti tutti".

"Serio?"

"Serio".

Adesso sono io a scuotere la testa. Lo faccio mentre Ram continua a guardarmi, impassibile. Ali e Vasq non dicono nulla: se ne stanno lì, in silenzio, seduti sul muretto come se questa di cui parliamo fosse la cosa più normale del mondo.

"E a te sta bene? Che FacciaDiCulo diventi uno di noi? Così, perché lo dice Gadman Scherer. Io dovrei farmi guardare le spalle da FacciaDiCulo, che appena mi giro mi svuota le tasche... o peggio, perché lo dice Gadman StiGranCazzi Scherer".

Ali scoppia a ridere, Vasq si gratta la testa.

Ram sospira: "Non diventerà uno di noi, Garr... dobbiamo tenerlo d'occhio, ecco tutto. L'unico modo per farlo è portarcelo dietro".

"Come un maiale da tartufo", gli fa eco Ali.

Scuoto la testa. "I maiali da tartufo sono femmine: scambiano il tartufo per l'odore del maschio".

Ali annuisce. "Appunto! E non ti fa ridere la cosa?" Ah, questa ragazza... Che Ilmatar la benedica: riesce sempre a mettermi di buon umore, anche quando arrivano queste brutte notizie del cazzo.

Torno a guardare Ram: "il dodici che dice"?

"Il dodici dice quello che dico io. E io dico che va bene. E pure il terzo. E pure tu".

"Non capisco...ma veramente vi sta bene a tutti? Davvero questa cosa fa incazzare solo me?"

Ali mi guarda severa: "Come no, non aspettavamo altro! Dopo 20 giorni passati a letto non sai che gioia tornare e sentire questa notiziona: è pure il mio tipo, guarda! In questo momento abbiamo due occhi buoni in due, pensa che gran coppia che farem...".

Vasq la interrompe: "Gli è ricresciuto: due giorni fa".

Ali aggrotta l'unico sopracciglio visibile: "Veramente? E' guarito prima di me? Che razza di cafone! Se è così non se ne fa niente!"

Ramsey riprende a parlare: "Garr, è chiaro che questa cosa non piace a nessuno. Lo sai quello che Barun pensa dei ladri, no? Mettici sopra quello che io penso dei maghi e quanto mi fa piacere averli tra le palle quando lavoro. Ma quel tizio, FacciaDiCulo come lo chiami tu, fa cose grosse. E lo stregone dice è dei nostri, che lo possiamo controllare. Come Annie, come l'uomo di Greyhaven".

"E tu ci credi?"

"No".

"Ah, mi pareva...".

"Non ci credo affatto. Ed è per questo che voglio essere pronto, quando mi toccherà tirarlo giù. Visto che a quanto pare la testa non gliela tagliano, almeno per ora..."

Cose da pazzi. Sputo per terra due volte; sono così incazzato che col secondo mi prendo la punta dello stivale. Fanculo. "Ma poi che sarebbero queste cose grosse? Che cos'è che fa, per aver convinto il Burgravio e Scherer? Caga forse grappoli di pepite d'oro?"

"Dicono che non caga", esclama Ali: "fa solo pipì".

"Che cazzo dici?"

"Eh..."

"Vero?"

"Eh. E spesso piscia sangue."

"Pure! Ma tu come lo sai, scusa? L'hai visto pisciare?"

Ali indica Vasq. "Lui sa tutto. Voleva che mi offrissi volontaria, ricordi? Per fortuna che non gli ho dato retta, altrimenti lo facevo diventare roscio..." Vasq alza le mani, in segno di resa.

"Mi state sul cazzo quando fate i pagliacci..."

"Ridiamo per non piangere, Gar: questa cosa non piace neanche a noi e lo sai bene". Ha ragione, lo so: FacciaDiCulo sta molto più sul cazzo a lei che non a me... anzi, quel poco che so di quella nullità me lo ha raccontato lei... Fino a quando il fenomeno non ha pensato bene di intrufolarsi nel ripostiglio dello stregone, nudo come un cazzo di verme. Roba da prenderlo a calci nel culo, ovvero in faccia, da qui a Benson. Invece che facciamo? Gli diamo una stretta di mano e ce lo portiamo dietro: ''ben fatto, FacciaDiCulo: benvenuto a bordo''! Già che c'eravamo potevamo anche dargli una medaglia... Magari lo scudo dell'ultimo, visto che ci siamo: ''l'ultimo degli stronzi!''

"Va bene: adesso, seriamente, mi dite cosa fa?"

Ram e Ali guardano Vasq, che si schiarisce la voce: a quanto pare ne sa davvero più di noi.

"Pare che i Risvegliati non lo attacchino, proprio come Annie. Inoltre, dice di sentirli arrivare: come se fosse in grado di percepirli nell'aria intorno a lui".

"A quanti metri?".

"Parecchi. E' una delle cose che ci hanno chiesto di approfondire".

"Le altre quali sono?"

Vasq si conta le dita: "Ha una vista molto sviluppata... specie da un paio di giorni, quando gli è ricresciuto l'occhio che aveva perso. Ci vede piuttosto bene anche di notte... guarisce molto bene dalle ferite... diventa invisibile... sposta gli oggetti col pensiero... vola..."

"... E chi cazzo è, Dytros?"

"Dytros non vola mica!", esclama Ali. "Al massimo Ilmatar, lei sì che vola..." e poi si tocca l'orecchio, facendomi scoppiare a ridere di nuovo.

"... Poi", continua Vasq, "pare che sia anche più forte e veloce di come era prima".

"Pure!" Scuoto la testa: "più forte di una donnetta è sempre poco forte".

"No", esclama Ram, serio: "è forte, te lo garantisco".

"Insomma me state a dì che improvvisamente è diventato utile...".

"... Se non sbarella", aggiunge Ali. "Tocca vedere se è diventato sveglio, visto che prima era un fantacoglione".

Annuisco. Per qualche istante, cala il silenzio.

"... Almeno lo posso insultare, vero?"

Ram annuisce: "non deludermi".

"... Soprannome? Posso, vero?"

Ram fa un altro segno di assenso. Ali ridacchia: "ma non ne ha già uno?"

"Quale?"

"FacciaDiCulo?"

Scuoto la testa, sogghignando: "Ti sbagli... quello è il nome".

Forse, dopo tutto, un lato positivo ci sarà.

Garruk Jagger - Immagine





8 settembre 517

Lo spettacolo offerto da quel che resta di Holov è così desolante da toglierci ogni voglia di parlare. Persino William tace, mentre i suoi occhi scandagliano i ruderi alla ricerca di movimenti. Ricordo quando ci venivo con mio padre, all'epoca lui era una guardia di carovana e io ero soltanto un moccioso che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di impugnare un martello come il suo. Se soltanto avessi saputo quante altre volte ci sarei tornato, per giunta proprio con il suo, non avrei avuto tutta quella fretta. Nella mia mente è ancora vivido il ricordo di quel giorno di due anni fa: faceva un caldo innaturale, proprio come ora. Lo sguardo corre a fissare il punto esatto dove accatastammo tutti quei morti, per poi trascinarli verso il Traunne e seppellirli intorno alla collina, dove la terra era più morbida. Quando alla fine ce ne andammo, lo spettacolo non doveva essere poi molto migliore di così. Eppure...

D'un tratto William si ferma, lo sguardo puntato sul muro semidistrutto di un edificio. "C'è qualcosa, William?"

La risposta non si fa attendere: "tre brocchi dietro quel muro e altrettanti corridori che aspettano nascosti in quella macchia di alberi".

Garruk sghignazza, brandendo l'ascia: "Ci volevano fare una sopresa, eh? Mica lo sanno che abbiamo Deedos!"

I minuti successivi sono ordinaria amministrazione: non siamo rimasti vivi fino ad oggi per farci mettere in difficoltà da questo agguato. Alla fine dello scontro William non manca di protestare con Garruk per il soprannome assegnatogli, il quale si difende indicandomi: "Ringrazia che Ramsey mi ha costretto a cambiare il primo, Deedos, altrimenti eri ancora Nerchiopiteco!".

Incredibilmente, Deed... ahem, William sta svolgendo degnamente i compiti che gli sono stati assegnati, rendendosi utile in molte occasioni. Mi rifiuto di pensare a lui come "paziente zero", come lo chiama Luger: chi viene con me è un soldato e come tale mi viene da trattarlo. Certo, nessuno di noi si fida ancora di lui e il suo atteggiamento strafottente lo renderebbe antipatico persino a un santo... Ma non posso negare l'evidenza, alcune delle cose che può fare ci stanno facendo risparmiare un sacco di tempo. Lo stregone è fiducioso, dice che può durare settimane, mesi o persino anni... Non mi sento di essere così ottimista, ma visto che me l'hanno affibbiato tanto vale usarlo finché ho modo.

"Vasq, vedi ancora quelle tracce?"

Vasq annuisce, indicando la stessa direzione di due settimane fa. Verso il cimitero di Holov.

Garruk sbuffa sonoramente: "Poi qualcuno mi dovrà spiegare perché Roy dovrebbe essere andato lì anziché tornare verso il fiume...".

"Dipende da come e dove è caduto dopo l'esplosione: ti ricordo che c'era un incendio al posto della collina alle nostre spalle...".

"Stiamo parlando di Roy, mica di un cazzone qualsiasi: sarebbe andato a est, non a nord-ovest, a meno che un pezzo del tortino sparato dal Fannullone non lo abbia preso in testa".

"Quella notte era un bordello, non sappiamo com'era qui: magari era pieno di risvegliati. Inoltre Vasq dice che probabilmente non era solo, quindi è possibile che ci sia qualcun altro dei nostri con lui. Che c'è, ti pesano le gambe?".

Povero Garruk, so fin troppo bene come ti senti: nessuno di noi ha voglia di trovare il cadavere di Roy. Le speranze che sia vivo sono praticamente nulle, eppure dobbiamo sforzarci di credere che ce l'abbia fatta fino a quando non lo vedremo avanzare barcollando verso di noi. Barun non mi ha permesso di tornare a prendere Dunc ma non ha potuto dirmi nulla rispetto a questa missione, non dopo che ho acconsentito a portarmi dietro William: del resto, se davvero lo scopo è mettere alla prova le sue abilità non c'è posto migliore di un bel cimitero.

La strada che va verso ovest è completamente deserta: i soldati di Greyhaven hanno fatto un buon lavoro, le loro indicazioni consentono a Vasq di cercare un buon riparo per la notte evitando i punti più esposti verso Nord: il pericolo più grosso da queste parti non sono i Kreepar né i Risvegliati, quanto piuttosto...

"Fermi!" esclama William improvvisamente. "Abbiamo visite".

"Ci risiamo", gli fa eco Garruk sollevando l'ascia: "ancora una volta mi fate lavorare dopo il calar del sole: quando spaccavo pietre mi pagavano dopp...".

"Zitto!" lo interrompe William, osservando il deserto di fronte a noi. "Sono tanti".

Per una volta, persino lui sembra preoccupato: "Tanti quanti?"

"Non lo so, ma... sento zoccoli. Tanti".

Poi, improvvisamente, li vediamo. Le ombre della sera non mi impediscono certo di distinguere il simbolo bianco che campeggia su quello stendardo rosso che ho visto fin troppe volte su questa sponda del Traunne. In men che non si dica stiamo già correndo verso sud, diretti verso la macchia d'alberi che si sviluppa lungo il corso del fiume.

"Ci ha detto bene", dice Vasq. "Non è uno squadrone speciale..."

"Già, che culo... per lo squadrone speciale!" Replica Garruk. "Quanti sono? Sei?"

"Sette, se non ho contato male", precisa William.

"... E' arrivato il pallottoliere!"

Sette cavalieri di Ghaan non sono troppi: tutto sta ad arrivare agli alberi in tempo. Chiedo a William e a Vasq di fare attenzione alla zona, ci manca solo di finire in bocca a un paio di Risvegliati. Sfortunatamente, nessuno dei due ha modo di anticipare la brutta sorpresa che ci si para davanti di lì a poco: un secondo plotone che esce dalla macchia e si schiera a difesa degli alberi.

"Oh cazzo", esclama Garruk: "ma questi sono stati lì per tutto il tempo?"

Vasq conta quattro fanti e due arcieri, William conferma.

"Sette più sei fa troppi, giusto?" Domanda Ali, sguainando la spada.

"Tranquilla, se tagliamo tutte le teste non si risvegliano. Deedos, sei caldo? Voglio vederti danzare".

William guarda Garruk, quindi sguaina la spada e allarga le braccia facendo un sorriso strano: "sissignore".

Ormai siamo in ballo: vediamo come ne usciamo.


Aidrich Ramsey - Immagine





12 settembre 517

"Vuoi ancora vino, Charlie?"

Rifiuto cortesemente l'offerta: ho già bevuto troppo, lo capisco dalle luci che cominciano a fare la scia. Questa notte sembra davvero non finire mai: sarà che non mi sembra vero di essere qui, a brindare e a festeggiare con lo squadrone dei Predatori. Il Tenente Ramsey è stato così gentile da estendere l'invito a tutti i soldati che non sono in servizio, tra cui me... Per colpa del piede ancora malandato, che a questo punto mi tocca persino ringraziare. Seduti insieme a noi ci sono anche alcuni soldati del contingente di Greyhaven: è stato bellissimo mangiare, bere e cantare tutti insieme sulle note delle ballate tradizionali del Continente, come se fossimo un'unico esercito.

Finalmente ho avuto l'occasione per poter scambiare qualche parola con Ali, Garruk, Roy e Vasq, forse i tre soldati di truppa più decorati dell'intero esercito... Tutti gli altri sono stati promossi, oppure sono morti. A quanto ho capito nessuno di loro ha intenzione di diventare Sergente, almeno per il momento: preferiscono restare sul campo, tenendo alto lo stendardo del Terzo plotone insieme al loro comandante di sempre, il Tenente Ramsey. Trovo davvero ecomiabile la loro dedizione all’esercito di Uryen: spero un giorno, magari non troppo lontano, di poter sentire lo stesso attaccamento, lo stesso spirito di corpo. Sono davvero una famiglia, proprio come il plotone di Kailah e Annie.

La festa di stasera è in onore del Caporale scelto Roy Black, tornato vivo e vegeto alla Rocca di Tramontana ventotto giorni dopo la sua scomparsa, avvenuta durante la Notte dell’Apocalisse... quando fu sconfitto King. La storia che ci ha raccontato ha dell’incredibile: sbattuto chissà dove a seguito dell'esplosione è riuscito a rimettersi in piedi nonostante una serie di ferite molto gravi, trascinandosi con la forza della disperazione lontano dalle fiamme e dai risvegliati che circondavano la collina. E’ stato quindi trovato e catturato da un gruppo di guerrieri di Ilsanora, i quali lo hanno curato salvandogli la vita. Ha quindi passato quasi un mese in compagnia di persone che non parlavano la sua lingua, ignaro di cosa volessero fare di lui. Fortunatamente, tutto si è risolto per il meglio: il Terzo plotone è riuscito a seguire le tracce lasciate dai pirati fino al loro nascondiglio, un approdo nascosto tra le colline a ovest del cimitero di Holov e raggiungibile soltanto dal mare o passando per alcune gallerie sotterranee semi allagate, prive di luce e piene di Risvegliati... La cosa più incredibile è che il merito di questo recupero è in gran parte di William Deed! A quanto pare è stato determinante in almeno due occasioni, prima uccidendo un bel pò di soldati di Ghaan in uno scontro nei pressi di Holov, quindi per evitare o eliminare gran parte dei risvegliati che circondavano l'approdo.

Come Ramsey abbia convinto gli Elsenoriti a riconsegnare Roy resta un mistero... Non hanno potuto dirci niente: forse non vogliono che si sappia che li hanno uccisi, o magari le voci su un patto di non aggressione che circolavano qualche tempo fa erano vere. Fatto sta che Roy è tornato a Uryen e il merito è anche di William. Poco fa ci ho parlato, dopo settimane in cui non ci incontravamo più. Forse dovrei ricredermi sul suo conto: mi ha sempre fatto una brutta impressione, ma a quanto mi sembra di aver capito ha compiuto un enorme sacrificio per l'esercito che sta cominciando a dare buoni frutti. Persino Garruk, che sembrava non poterlo sopportare, lo sta trattando in modo quasi decente. E' incredibile come i ragazzi riescano a...

Neanche a farlo apposta, sta tornando a parlarmi. Mi si siede accanto e mi chiede come sto, se va tutto bene... se ho sentito ancora Kailah o Annie. Certo che no, gli rispondo... come potrei? Sono via da mesi, oltre il Traunne... Ma forse lui non lo sa. Mi dice che non gli raccontano niente, che gran parte delle attività dell'esercito non gli vengono comunicate. Gli faccio presente che forse se non gli dicono le cose vuol dire che c'è una buona ragione e lui si mette a ridere. E' davvero simpatico, non c'è che dire: comincia a raccontarmi le ragioni che lo hanno portato qui ad Uryen, una strana storia di mentori e di false accuse che lo costringono a fuggire per evitare il carcere... Chissà se erano davvero false, oppure se ho di fronte un vero criminale. Un criminale simpatico, se non altro. Del resto, la maggior parte dei soldati si arruola per uscire di galera o per evitarla... E' così in tutte le zone di frontiera.



A un certo punto, non so come mai, mi viene da fargli una domanda strana: gli chiedo se è ancora innamorato di Annie. Lui sorride, quasi imbarazzato, poi mi risponde di si. Mi dice che ci pensa spesso, in questi giorni, perché sta seguendo un percorso... che lo porta a sentire cose molto simili a quelle che...

"Allora, Deedos? La piantiamo?"

La voce di Ali mi scuote, riportandomi alla realtà: è ancora bellissima, nonostante il fazzolettone che le copre la parte bassa del viso. Il sergente Ruud dice che sembra una guerriera delle tribù nomadi, che sono solite coprirsi la bocca per... non ricordo il perché.

"Che c'è, Ali? Sto solo parlando..."

"Non sono Ali, sono il caporal maggiore Shark, quello che ti farà un culo così se non voli in branda seduta stante". William annuisce, e di lì a poco estrae dalla tasca una chiave con un portachiavi in ferro, che brilla per un attimo alla luce dei falò. Mi sembra di... ma si, la riconosco! E la chiave della casetta dove avevano alloggiato Annie! Possibile che...

"E tu, soldato Zwein: che hai da vegetare? Non ti sei ingozzata abbastanza per questa notte? In clausura con le altre monachelle... subito!"

Sorrido e annuisco: ubbidire agli ordini di Ali ha un che di appagante, specialmente in questo momento così particolare. William mi saluta con un cenno, poi si allontana in direzione opposta a quella di Ali: va proprio verso la casetta di Annie... a un certo punto si gira nuovamente: da questa distanza riesco a distinguere bene soltanto i suoi occhi, che brillano nell'oscurità alla luce dei falò.

"Seguimi", sussurra. Non so come, ma riesco a sentirlo.

"...Io?" Non capisco. "Ma dici a me?" Sbatto gli occhi, e improvvisamente lui non c'è più.

Mi guardo intorno: la festa volge al termine, i soldati stanno incominciando a portare via i tavoli e le sedie. I profumi di vino e carne arrostita si diradano lentamente nell'aria. Lo sguardo vaga nel buio della notte senza riuscire ad afferrare nulla di concreto, quindi si posa lentamente sui fuochi dei falò, ormai prossimi a diventare braci.

Che mi prende?

Lentamente, incomincio a camminare. I piedi si muovono uno davanti all'altro, seguendo una scia invisibile diretta verso il buio che si sviluppa di fronte a me.

Che sto facendo?

Fermati, Charlie... Fermati: assicurati di avere il controllo. Mi fermo. A quanto pare ce l'ho: sto camminando io, di mia spontanea volontà. Non sono ubriaca, non sono... Forse è il sonno, si. Forse dovrei... andare a dormire. Ecco, da brava. Peccato che il convento delle monachelle, così come lo ha chiamato Ali, sia esattamente dall'altr...

Dove sto andando?

Ok, così non va. Non so cosa tu ti sia messa in testa, Charlotte Zwein, ma non ci si comporta così: tu non ti comporti così. Sei un soldato, ricordatelo sempre. Adesso, da brava, raggiungi un barile d'acqua fredda, datti una bella rinfrescata e poi vattene a dormire. Mannaggia a me e a quando alzo il gomito: se non lo reggo non lo reggo, perché insistere? Finisco solo per rendermi ridicola, e...

e...

Basta! Mi costringo a fare due passi, quindi faccio violenza a me stessa e tuffo la testa nell'abbeveratoio dei cavalli: fa un pò schifo, ma ne ho bisogno. Aah, ci voleva proprio. E ora fila a nanna, accidenti a te: domani è un altro giorno.

Charlie Zwein - Immagine






scritto da AA. VV. , 12:05 | permalink | markup wiki | commenti (3)
 
27 agosto 517
Domenica 12 Febbraio 2017

Convalescenza



Nessuno in vista: è il momento di alzarsi. Tredici interminabili giorni a scaldare il letto sono un pò troppi, specie quando i tuoi compagni gozzovigliano a uno sputo di metri dentro la Capasanta, ubriacandosi e cantando a squarciagola. Non è passato un giorno in cui non li abbia sentiti... e invidiati. Beati loro, questo ho pensato per tutto il tempo. Mai avrei pensato di avere tanta voglia di quel piscio di gatto che Milo si ostina a chiamare sidro. Ma le tre guardiane che si sono alternate al mio capezzale sono state inflessibili: niente passeggiate, niente cibarie o bevande diverse dai loro decotti. Dovrei dar loro retta, in fondo è grazie a loro se ho ancora una faccia.

Lo so, sono una pessima paziente. Il fatto è che se resto ferma impazzisco: ho bisogno di prendere un pò d'aria, di volgere lo sguardo in direzione di quel che resta della collina, di respirare a pieni polmoni questo odore di bruciato che ancora si sente e in cui ancora aleggia il profumo della nostra vittoria. La mia vittoria.

Ti credevi invincibile, eh King? Pensavi di mettere radici, di costringerci a vivere con le chiappe incollate al muro per chissà quanto tempo... invece sei durato meno di uno dei miei fidanzati. Pensavi che saresti venuto a comandare, invece hai fatto la stessa fine dei Nordri e degli Elsenoriti che ci hanno provato prima di te. Pensavi di essere immortale, invece sei crepato come tutti gli altri. E non pensare che sarai l'unico, né l'ultimo a cadere: più grossi siete, più casino farete quando vi sbatteremo a terra.

Uno dopo l'altro, dopo l'altro, dopo l'altro. Imparerete che da queste parti i sovrani non durano molto, se alzano troppo la cresta.

Uno dopo l'altro, dopo l'altro, dopo l'altro. Avanti il prossimo, vediamo chi ha il coraggio di prendere quella corona: faremo in modo di renderla pesante anche al tuo successore.

"Dove credi di andare, zia?"

La sagoma massiccia di Garruk mi blocca la strada. Il suo sguardo severo mi scruta il volto, poi incontra l'occhio che spunta dalle bende. "Non mi risulta che tu possa andartene a spasso...".

"Non respiro, Garr. Ho bisogno di fare due passi. Se resto là dentro..."

"... Guarisci prima?"

"... No. Impazzisco e le ammazzo tutte."

Garruk ci pensa. "Sarebbero... quasi cinquanta punti in meno per il prossimo concorso! O sbaglio?"

Scuoto la testa. "Oltre settanta, con me. Mi impiccherebbero subito dopo, penso... per la paladina."

Garruk annuisce. "Ma per Kalina c'è chi ti darebbe una medaglia... non certo io, però!"

"Non farmi ridere, stronzo. E fatti da parte."

"E' vero che t'hanno dato il letto di Giada?"

"Non ne ho idea. Sei tu l'esperto di letti, qui..."

Mi guarda in silenzio, poi sorride. "Tornerai meglio di prima, zia: stai tranquilla, quelle sanno il fatto loro... sei in buone mani."

"Ma se neanche sai chi mi sta curando e come..."

"E' vero! Tu però non dirmelo, preferisco immaginarlo io!"

"Fanculo, la pianti di farmi ridere? Mi fa malissimo..." Dèi, quanto mi mancavano questi scambi, penso mentre tento di tenere fermi i muscoli delle guance.

Lo stronzo per tutta risposta ride lui, poi si fa serio e mi guarda in cagnesco. "Non starai pensando di... andare dallo stregone, vero?"

Scuoto la testa. Non preoccuparti. Ci ho pensato, in effetti, quando Vasq è venuto a trovarmi e mi ha accennato la storia: i dettagli non li sa nessuno, forse soltanto Ramsey, ma si capisce che è una cosa grossa... sempre che non sia l'ennesima cantonata che prende lo stregone. Confesso che in quel momento, tra la rabbia per quanto è accaduto a Roy, le costole fratturate, il braccio rotto e questo bel regalino sul viso, mi sembrava davvero la cosa giusta da fare. Del resto, c'è forse differenza rispetto a quello che facciamo ora? Se davvero dobbiamo spendere la nostra vita a combattere mostri per proteggere questo inferno che chiamiamo casa, tanto vale farlo come si deve. Ma è stato un momento di debolezza, un istante infinitesimale in cui ho spento il cervello: subito dopo l'ho riacceso e ho pensato a te, Garruk, e poi a Roy, a Vasq, a Ramsey, al capitano Barun... A Dunc. E mi sono ricordata che io, questa guerra, voglio vincerla restando me stessa: beh, magari non la faccia, ma tutto il resto sì. Umana. Umana e incazzata, predatrice in uno squadrone di Predatori, non certo pecora o debole preda in balia di questi cadaveri ambulanti color merda.

Uno dopo l'altro, dopo l'altro, dopo l'altro. Vi scaglieremo addosso tutto ciò che abbiamo: dalle catapulte alle fionde, dalle frecce spuntate alle nostre stesse ossa rotte.

Uno dopo l'altro, dopo l'altro, dopo l'altro. Trasformeremo casa nostra in un inferno: il nostro fuoco vi brucerà da vivi e da morti fino a ridurvi in cenere, anche a costo di ardere insieme a voi.

Garruk si allontana scuotendo la testa, lasciandomi immersa nei miei gloriosi pensieri di epica rivalsa: ha capito che oggi non è il caso di fermarmi.

Mi allontano a passo svelto dalle Case della Gioia, approfittando dell'assenza delle mie tre guardiane: ha ragione, sono il meglio che potevo sperare di avere. Da Kalina e da Astor me lo aspettavo, dalla paladina no: non so cosa bene perché lo stia facendo... Forse le sono simpatica, o magari ha semplicemente pietà di me. Fatto sta che ha passato tutte le sue giornate a mettermi e togliermi i suoi impacchi, recandosi qui dall'alba al tramonto: incurante tanto della nomea di questo posto, così poco congeniale alla sua cappa, quanto degli sguardi di chiunque l'abbia vista qui. Alla fine è stata quella con cui ho parlato di più, in questi giorni. Pur non essendo una chiacchierona, è molto brava ad ascoltare. Mi sembra una persona molto valida, di animo nobile e sani principi. La presenza di Kalina la mette molto a disagio, così come tutto il circondario... ma pur di aiutarmi ha scelto di ingoiare il rospo. L'ennesimo debito che dovrò ripagare, prima o poi...

Non oggi, però: oggi ho voglia di bere, di cantare con i miei compagni, di...

Poi lo vedo, intento a parlare coi suoi, e in un attimo mi passa tutta la voglia di entrare. Maledizione a voi, proprio alla Capasanta dovete venire? Torno rapidamente sui miei passi, mordendo forte la garza che mi tormenta la bocca. La succhio e sento il sapore del sangue, lo stesso che mi torna violentemente a ribollire nelle vene.

Fanculo.

Fanculo a te, a me e a questi demoni del cazzo. Dovete bruciare tutti, dal primo all'ultimo. Vi bruceremo fino a ridurvi in cenere. E poi bruceremo anche quella. Vi faremo rimpiangere di essere venuti, vi faremo pentire di essere scesi in questo inferno che ci ostiniamo a chiamare casa.

Fanculo. Ho davvero voglia di una birra.

Ali Shark - Immagine 7

scritto da Ali Shark , 03:49 | permalink | markup wiki | commenti (4)
 
15 agosto 517
Venerdì 25 Novembre 2016

La più bella del Reame: risultati!



Il grande giorno è finalmente giunto: la Festa di Pyros? Macché! E' il momento in cui si aprono le urne e si incorona la più bella del Reame!

Lo so, il tempismo non è dei migliori: abbiamo perso gente, amici e compagni valorosi che non rivedremo mai più. Ma pensate davvero che ci vorrebbero tristi, dopo una vittoria come quella che abbiamo conseguito ieri notte? Io non credo. Al contrario, avendo conosciuto molti di loro - probabilmente meglio di molti di voi - sono certo che, se potessero, vorrebbero leggere questo messaggio il prima possibile: e non è escluso che non riusciranno a farlo, ovunque siano finiti.

Beh, bando alle ciance... è il momento di svuotare questa scatola e fare un pò di conti!

Ancora una volta, malgrado le mie raccomandazioni, non vi siete tenuti. Questa una breve lista dei vostri commenti:

- Ma perché "del Reame"? Che Reame?
La più bella del burgraviato suona male, la più bella delle Lande troppe L tutte insieme, la più bella della Rocca crea confusione visto che qui intorno è pieno di rocche e la più bella di Uryen sembra una cosa in piccolo, una briscolata tra amici.

- Perché non facciamo Mister Tramontano?
Sulla parità di genere mi sono già espresso, Mister Tramontano si farà quando ci saranno più donne che uomini ad andare a combattere.

- Sei mai stato oltre il Traunne?
Da qualche mese ho smarrito le galosce, ma per fortuna ci siete voi a coprirvi di gloria.

- Tu chi voti?
Il voto è segreto: nel dubbio, votate le vostre compagne d'armi.

- Potresti squalificare le puttane o farne una senza puttane?
Le regole parlano chiaro, qualsiasi donna che vive da queste parti può essere votata. Se non vi piacciono le puttane, non votate le puttane.

- Ho visto GINO che imbucava due fogli...
Grazie della segnalazione: chiunque viene pizzicato a votare doppio perde due mesi di paga e uno dei due se lo piglia chi lo ha scoperto.

- Ho visto GINO che imbucava dei soldi/gemme/gioielli preziosi...
... MEJO! Grande GINO!

- GINO mi ha chiesto di votare per...
... E noi a GINO lo menamo! GINO pensa al voto tuo, no a quello dell'altri.


E dopo questa breve introduzione...
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... ecco i risultati!

Ali Ishark, 29 voti
Giada l'Avvenente, 29 voti
Kalina la Divina, 29 voti
Zyra la Furia, 28 voti
Robyn Macht, 27 voti
Mira di Ostfold, 24 voti
Angelica di Torn, 21 voti
Laara la Saggia, 20 voti
Tegan K, 18 voti
Kailah Morstan, 13 voti
Annie Volvert, 11 voti
Mary Boone, 11 voti
Astea Trent, 11 voti
Maude di Torn, 10 voti
[...]
Madelène Gennar, 8 voti
[...]
Astor Wake, 7 voti
[...]
Kelly Babel, 6 voti
[...]
Nora Trent, 5 voti
[...]
Alyn Dochar, 2 voti
[...]
Charlotte Zwein, 2 voti
[...]
Amalia la Strega, 1 voto
[...]

Immancabile, come nella migliore tradizione, il sempre nutrito angolo dei ritardati e rincoglioniti che non riescono a votare:

Ceyèn di Bonneberg, 8 voti - ANNULLATI - non è nata/non vive nel Burgravato.
Lady Juliet Dossler, 7 voti - ANNULLATI - non è nata/non vive nel Burgravato.
Lady Yara Raleigh, 5 voti - ANNULLATI - non è nata/non vive nel Burgravato.
Arden di Bonneberg, 3 voti - ANNULLATI - non è nata/non vive nel Burgravato.

Altri voti annullati, frutto dell'ingegno di altrettanti buontemponi:

Bradyna Robnoff (molto divertente - quest'anno anche con il diminutivo)
Mirai Raaken (cattivo gusto)
Mirai e poi me la sc...ai (PESSIMO gusto)
Il Signore di Ghaan (te ce vorrei vedè)
Kayah, Ilmatar, Harkel (mortacci vostra... vergognatevi!) e persino ILMARINEN! E' MASCHIO ILMARINEN, CAPRE!
Duemila nomi che non so chi cacchio siano (e no, non mi fido più di voi merde... d'ora in poi o la conosco pure io o non vale!)

E adesso i commenti:

INCREDIBILE CROLLO DI KALINA che perde 20 voti (-41 nelle ultime due votazioni), ennesima conferma che grattarsi la panza non paga; frena le perdite Giada (-4), riuscendo per la prima volta ad agguantare la vetta e a raggiungere la sua storica rivale; ma soprattutto CLAMOROSA AFFERMAZIONE PER LA NOSTRA ALI, che raggiunge meritatamente la PRIMA posizione in classifica col favore dell'ordine alfabetico: una bellissima e meritata ricompensa alla soldatessa numero uno del nostro esercito, con l'augurio di noi tutti per una pronta e completa guarigione. BRAVA!

Per la prima volta sul podio, a un solo punto di distacco dalle tre Regine, arriva Zyra la Furia: anche lei riesce a contenere le perdite (-3) grazie evidentemente a una solida schiera di fedelissimi. Sotto di lei l'incredibile rivelazione dell'estate: la rossa naturale che non ti aspetti e invece eccola, la dimostrazione vivente che a forza di pregare qualcosa arriva, la fata dalla veste bianca, il sogno proibito di ogni prete... ROBYN MACHT, che con 27 punti si impone in quinta posizione assoluta, conquistando di fatto il terzo posto visto il pareggio ai vertici, mettendo al tappeto legioni di avversarie più o meno veterane. A quanti mi diranno che dovevo squalificarla in quanto non di Uryen, ricordo che le regole parlano chiaro: vive qui e dorme qui, quindi è votabile. Un grande applauso per lei, sperando che sia dotata dello spirito giusto per apprezzare questo risultato.

Si ferma a un passo dal podio la bellissima Mira di Ostfold, malgrado un miglioramento rispetto alla precedente prestazione (+3). La segue Angelica di Thorn, che cede qualcosa alle nuove arrivate (-7) ma conserva comunque una nutrita fetta di ammiratori. Guadagna 2 punti Laara la Saggia, segno che la cultura è ancora importante per molti di voi; scatto in avanti per la piccola Teegan (+5), che potrebbe essere la figlia, se non la nipote, di molti di voi: vergogna! Seguono altre due giovani e avvenenti soldatesse, Kailah e Annie: entrambe guadagnano 3 punti rispetto alla volta scorsa, il che mi fa molto piacere perché dimostra che avete spirito di corpo: no, non il loro corpo... che avete capito? Sporcaccioni! Scende di due punti Maude di Torn, costretta a tallonare Annie... E qui finiscono i nomi significativi da commentare.

Ricapitolando, visto che stavolta è complicato, ecco il podio di quest'anno:

PRIMO POSTO: Ali, Kalina, Giada
SECONDO POSTO: Zyra
TERZO POSTO: Robyn

Cosa altro dirvi? Stavolta devo dire che mi avete sorpreso: la vittoria di Ali, sia pure a parimerito con le solite zoccolone impenitenti che tanto amate, prova che in fondo di donne ci capite ancora qualcosa. Alle tante ragazze che hanno ricevuto un solo voto non posso che dire che le avevo avvertite, votarsi da sole porta un gran male... La prossima volta tenete le mani a posto! In ogni caso, grazie a tutte di esistere, persino a voi... Siete pur sempre l'unica cosa bella in un mondo che sta andando sempre più in malora, e per questo meritate comunque il nostro rispetto.

Appuntamento dunque al prossimo concorso, che faremo probabilmente verso marzo/aprile dell'anno prossimo... Sempre che ci saremo ancora!

... Ma si che ci saremo! Tranquilli. Chi c'ammazza, a noi? In una sola notte abbiamo dimostrato una cosa molto importante: nessuno è imbattibile, neppure i Re (King) e le Regine (Kalina). E' solo questione di tempo!




scritto da Brad Robnoff , 01:32 | permalink | markup wiki | commenti (13)
 
7 agosto 517
Mercoledì 5 Ottobre 2016

Mister Tramontano

Ho votato!

Propongo di istituire anche MISTER TRAMONTANO, un concorso per eleggere il soldato più bello di Uryen. L'iniziativa avrebbe i seguenti vantaggi:

1) aumentare l'interesse verso l'esercito da parte di eventuali soldati (ma soprattutto soldatesse!!!) di ventura
2) migliorare le condizioni igieniche attuali (i soldati saranno incentivati a lavarsi il viso i denti ecc)
3) migliorare il clima dell'esercito, attualmente siamo tutti un pò giu di corda.

Ah, ovviamente anche i maschi potranno votare!!!

Mister Tramontano - Immagine

Che ne pensate? Personalmente ritengo che sia un'idea meravigliosa...
scritto da Charlotte Zwein , 11:58 | permalink | markup wiki | commenti (29)
 
13 agosto 517
Domenica 11 Settembre 2016

Apocalisse



La cripta centrale è più grande delle altre, oltre ad essere decisamente più pulita. Anche la puzza di terra fradicia è meno intensa, o forse è solo un'impressione dovuta al fatto che si vedono un pò di pietre sulle pareti.

"Oh, non è male per niente, qui".

La voce di Garruk rimbomba nella sala, rompendo quasi un'ora di silenzio nervoso passato a camminare per cunicoli dimenticati. Silenzio per modo di dire, ovviamente, visto che di casino ne abbiamo fatto parecchio. Stranamente, di risvegliati neanche l'ombra: eppure avrebbero potuto attaccarci facilmente, sfruttando le molte strettoie che abbiamo dovuto allargare per poter arrivare qui. Magari la pulizia dei dintorni della collina che abbiamo fatto negli ultimi giorni ha dato i suoi frutti: sono rimasti solo quelli che non possono lasciare la corte del Re. O forse c'è una festa a sorpresa che ci aspetta proprio qui...

"Acci acci, sento odore di mortacci!" Garruk fa un paio di passi, preparandosi ad affrontare i padroni di casa. A quanto pare c'è davvero una festa, dopo tutto. Eccoci qua, per la centesima volta, penso mentre sguaino lentamente Ametista. La centesima prima volta, visto che nessuno di noi ha di certo mai messo piede qua dentro. Un bagliore verdognolo si sprigiona dalle pareti, mischiandosi alla luce della mia torcia. Informi. Tocca fare in fretta, a breve qui non si respirerà più.

Cimitero di Holov - Immagine

Vasq indica il lato opposto della sala, attirando la nostra attenzione verso quello che sembra un pugnale piantato nel muro. "Ram, mi sa che ci siamo". Che Ilmatar mi fulmini con uno dei suoi stràli se lo straccetto che penzola da quella lama non è la pergamena che stiamo cercando. Accendo una seconda torcia, poi una terza: devo stare attenta a piazzarle bene, avremo bisogno di un bel pò di luce. Il primo lancio cade a poca distanza da due sagome sgraziate che barcollano lentamente verso di noi. Vasq non perde tempo: uno cade a terra, l'altro viene colpito al collo e continua ad avanzare. Il secondo lancio ne mostra altri tre: il più vicino si mette a correre nella nostra direzione come se gli avessi dato il via. "Avanti ragazzi, facciamo un Corridoio come si deve!" tuona Garruk, colpendolo in pieno petto con lo scudo: la stella del mattino rotea fulminea, sfondandogli il cranio. "Pensavo non la sapessi più usare, quella" gli dice Roy mentre gli si affianca. Garruk alza le spalle: "è che non riesco a smettere! Ci ho provato, ma..."

Il mio scudo è il terzo a unirsi, seguito da quello di Joden e dagli altri del Dodici. Ci schieriamo ad angolo, a protezione delle due mezze pareti che vanno dall'ingresso al pugnale. Vasq scaglia un'altra freccia, poi si affianca a Ram che arriva col prete, percorrendo lo spazio che separa le nostre spalle dal muro. Alyster sembra contento di quello che abbiamo trovato: bene così, vuol dire che ci siamo imbucati alla festa giusta. "Cazziatone in elfico in arrivo a ore cinque!" Grido mentre pianto Ametista nell'occhio di un Corridore: non corri più ora, eh? "Basta che non me lo fate durare cinque ore!", mi fa eco Garruk, sghignazzando.

"Cacciatore a dritta!" grida Roy: dopo un istante lo vedo anch'io, appena prima che mi atterri sullo scudo. Sento i suoi artigli che stridono: figlio di troia, ho ridipinto lo stemma tre giorni fa! Poi si mette a tirare con tutte le sue forze, come se volesse strapparmi il braccio. Caschi male, merda: ti è capitata una che pesca lucci nel Traunne da quando aveva sette anni. Lo colpisco duramente sulla spalla, poi sento uno spostamento d'aria pazzesco e al posto della sua faccia vedo la palla punzuta di una morning star. "E che cazzo, Garruk! Era mio!". "Di chi parli, scusa? Io non vedo nessuno...".

Il bello del "Corridoio" è che ti costringe a stare uniti: spalla contro spalla, scudo contro scudo. Nessuno di noi è nato per questo: eravamo falegnami, muratori, locandieri. Eppure abbiamo imparato a farlo e adesso, dopo una guerra di lacrime e sangue, questa tensione e questo casino sono diventati parte di noi. Il Terzo Plotone, l'orgoglio di Uryen: quattro, anzi cinque testardi che si ostinano a non voler crepare, ultimi o quasi di una stirpe finita sotto terra, in prigione o al confino. Quando arriva il secondo Antar non me lo perdo, al terzo tentativo riesco a piantargli Ametista nel cranio: vai così! Dietro di noi il prete continua a biascicare il suo sermone incomprensibile. "Manca ancora molto, padre?" esclama Garruk: "qui comincia ad essere un pò affollato!" Non ha tutti i torti: come se non bastasse, l'aria intorno a noi sta diventando irrespirabile e comincia a far bruciare gli occhi.

Per tutta risposta, Alyster prende il coltello e lo stacca dalla parete.

"Fatto!" Grida Ramsey. "Ora piazziamo le botti e togliamoci di torno!" Più facile a dirsi che a farsi, visto che le torce sono andate e i nostri occhi le seguiranno presto: per nostra fortuna i pezzi grossi sono già caduti. Mi guardo intorno, cercando di ignorare la nausea, alla ricerca del pilastro.

"Ram, dov'è il pilastro?"

... Per un lungo istante, cala il silenzio.

Doveva esserci un pilastro, qui.

Ramsey guarda Joden, che indica l'intersezione di due muri. "Dovrebbe essere lì dentro: probabilmente ci hanno costruito intorno".

Ramsey annuisce. "Capisco. Ma è lontano dall'uscita, Se li piazziamo lì... non lo so se poi ce la fai, da fuori."

Joden alza le spalle: "... vorrà dire che farò da dentro".

Non dire cazzate, Joden. Lo pensiamo tutti, ma nessuno lo dice. Neanche Ram. Il che mi preoccupa. Non scherziamo, per favore. Non...

"Resto io con lui", esclama Vasq all'improvviso: "posso farcela, da fuori".

"Sicuro? E' un colpo difficile, al buio...".

"Appunto: la mia specialità".

Ramsey annuisce, facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo. Joden non fa una piega: ha le palle, quel ragazzo. "Vedete soltanto di non crepare entrambi", conclude Ramsey. "Adesso però sbrighiamoci a finire".

...

Il ritorno in superficie è piuttosto imbarazzante. Usciamo da una tomba, coperti di terra come dei risvegliati, mentre intorno a noi impazza la battaglia: i nostri si stanno dando da fare per tenere pulito questo lato della collina. Vasq e Joden restano nei pressi, Ramsey e il dodici raggiungeranno la posizione concordata. Quanto a noialtri...

"Garruk, Ali, Roy: portate in cima questi ragazzi". Musica per le mie orecchie!

Garruk annuisce, roteando la morning star sopra la testa. "Avete sentito, pelandroni? Basta cazzeggiare con gli sciancati, andiamo a fare il culo al padrone di casa!"





Avanziamo di corsa lungo il fianco della collina, mentre la pioggia ci scioglie la terra addosso: tre golem di fango alla testa di un pugno di soldati, con le prime luci dell'alba che salgono dietro di noi. Dopo alcuni minuti raggiungiamo lo squadrone di Greyhaven, intento a tenere sgombra una delle zone marcate dalle bandiere: di fronte a me, neanche a farlo apposta, intravedo il mantello svolazzante del vice-comandante Van.

"... Bentrovata!" esclama, poi si ferma a guardarmi bene: "vestito nuovo?"

"Che ci fai qua? Non è iniziato il palio?"

"Non sono bravo coi cavalli, preferisco le donne".

"Intendevo sugli spalti, a fare il tifo".

Annuisce. "Come stanno le pizze?"

"In forno".

"Bene, allora noi saliamo: ci vediamo più tardi". Così dicendo, caccia un grido e si arrampica verso la cima: i suoi lo seguono, lasciando a noi i Risvegliati. Osservo l'Angelo Nero che gli si affianca e penso che...

"Vorresti salire anche tu, eh?" Ovviamente. Ma la voce di Garruk mi ricorda che ho un ruolo diverso, almeno per il momento.

"... Senti chi parla", rispondo, poi guardo il cielo. "E' quasi ora: non hai un discorso da fare?"

"Fallo tu."

"Io?"

"Ho la gola secca: montameli bene, però." Prima che possa obiettare è già lontano, intento a far roteare il mazzafrusto. Fanculo, ho pure la testa vuota.

...

"Sentitemi bene, stronzi! Oggi ci riprenderemo questa collina, che vi piaccia o no. Non so a voi, ma a me questo posto ha sempre fatto cagare. E' freddo, è umido e non c'è verso di far crescere una spiga di grano. Solo a un coglione verrebbe voglia di vivere qui, eppure sono anni che ci rompono tutti le palle cercando di mandarci via! Ma sapete che c'è? Noi questo favore non glielo faremo: resteremo qui a dare fastidio perché nessuno di loro si merita un cazzo, neppure questo posto di merda! E' la nostra merda! E' la nostra merda!"

L'eco delle mie parole rimbomba nell'aria, rimbalzando da scudo a scudo. "E' la nostra merda!" fa eco Roy. "E' LA NOSTRA MERDA, CAZZO!!!" urla estasiato Garruk. Un istante dopo, non c'è un soldato che non stia urlando la stronzata pazzesca che ho appena detto: non so perché, ma di tutta la frase si sente solo la parola "merda". Mi viene il dubbio che sia l'unica cosa che hanno capito: tanto valeva dire solo quello. Meglio così.

D'improvviso una forte scossa di terremoto ci zittisce, sbattendo a terra molti di noi. Due o tre di soldati di Greyhaven cadono dall'alto, rotolando malamente sul fianco roccioso della collina. Raggiungo di corsa quello dall'aspetto familiare, tendendogli la mano. Chi di fango ferisce...

"Vestito nuovo?"

Sembra ancora tutto intero. Cerco di aiutarlo a rialzarsi, ma la terra continua a muoversi sotto di noi. In men che non si dica ci ritroviamo tutti a quattro zampe, intenti a contemplare ciò che accade di fronte ai nostri occhi.

"Arriva, cazzo!".

"Ci siamo".

La cima della collina vibra fin quasi a esplodere, poi collassa su se stessa. Una crepa impressionante si apre a un pugno di metri da noi, inghiottendo Garruk e un altro paio di soldati. Cazzo. Una fitta coltre di nebbia bianca fuoriesce dalle spaccature, analoga a quella che abbiamo già visto altre volte.

"Porca troia".

"E' lui..."

Pensavo di essere preparata. Mi sbagliavo. Di fronte a un gigante di pietra che emerge dalle viscere della collina nessuno può esserlo. Ramsey ha ragione: non è un semplice Abnormis. I suoi occhi, i suoi movimenti, non ricordano affatto quelli di un Risvegliato.

L'Angelo Nero non perde tempo: in un istante gli è addosso, colpendolo a più riprese con il suo gigantesco spadone. Combatte da dio, non c'è che dire. Frammenti di pietra e terra schizzano nell'aria. Mi affretto ad abbattere il Corridore che mi viene addosso: non posso distrarmi, né perdere di vista quella battaglia. Le gambe di King sembrano due tronchi d'albero, eppure è lì che l'Angelo colpisce con maggior forza: uno, due, tre colpi, finché quello che sembra il ginocchio non si spacca con un fragoroso CRACK. Lo squadrone di Greyhaven esulta, ma le grida lasciano il posto a un silenzio tombale quando un pugno mai visto colpisce in pieno il loro eroe, precipitandolo giù nel dirupo assieme al suo spadone.

Cazzo.

"Continuate a colpirlo alle gambe". E' la voce di Van. Meglio se comincio ad arrampicarmi, tra poco potrebbe toccare a me. La collina è zeppa di soldati e risvegliati: prima che arrivasse King stavamo tenendo, adesso rischiamo seriamente di essere spazzati via prima di portare a termine il nostro lavoro. Mentre mi tiro su con le braccia, non so perché, mi viene in mente che devo ancora una cena a quella faccia di culo. "Una pizza: mi sembri una tipa da pizza". Che cazzo è una pizza? "Una specie di focaccia". Ma quale focaccia, mica stiamo ad Amer...

Arrivo in cima e lo vedo, circondato da quel che resta dei suoi uomini: un pugno di spade contro il Re della Collina. Non voglio vedere, eppure non riesco a distogliere lo sguardo. E' veloce ma non abbastanza, non riuscirà a evitare quei macigni per molto. Resisti, penso mentre mi tiro su in piedi e corro più in fretta che posso. Uno, due, tre soldati vengono colpiti di fronte ai miei occhi: uno scagliato tra i Risvegliati, gli altri due schiacciati come mosche. Fanculo lo scudo, brandisco Ametista a due mani e la pianto su quello che mi sembra un piede. Poi mi butto a terra, subito prima che un'artigliata di roccia mi porti via la testa: era davvero un piede, cazzo!

Quando mi rialzo, Van è di fianco a me. "Si batte la fiacca, eh?"

"Vedi di non crepare, che mi devi ancora una pizza".

Mi rialzo, ma dura poco: l'unico modo per schivare quelle palanche è buttarsi a terra e sperare che vada lungo.

"Mi hanno detto che alla torre tre c'è un cuoco dei vostri che forse le sa fare".

"Groombor? Caschi male, è di Halden..."

"Magari è stato ad Amer, che ne sai? Lo conosci?"

"Perché, sei geloso?"

DONG!

D'un tratto, l'aria si riempie del suono della campana. Cazzo. Di già? E' troppo presto... Mi guardo intorno: nessuna traccia del dodici. Maledizione: Ram, Roy, dove siete?

DONG!

Siamo rimasti in pochi, quassù: troppo pochi. "Van, qual è il piano?".

"Provo a fargli saltare l'altra gamba: ce la fai a distrarlo?"

DONG!

Più facile a dirsi che a farsi: l'Angelo Nero gli ha fatto un bel danno, ma le braccia sono ancora in funzione. "Avanti, stronzo: vediamo che sai fare!" Mi butto in avanti ed evito un cazzotto micidiale, ma l'impatto mi scuote la terra sotto i piedi mandandomi al tappeto prima di riuscire a colpirlo. Che gran figlio di...

DONG!

Uno schianto sordo annuncia l'arrivo di Ram e del dodici. King è preso alla sprovvista, non si aspettava tutta questa gente disposta a farsi schiacciare: osservo con soddisfazione la fitta trama di corde e reti dipanarsi attorno alla sua gamba sana. Forza ragazzi!

DONG!

King si dibatte come un'aragosta, ma il dodici non molla: per ogni corda che strappa gliene arrivano due. Nel casino di tronchi, funi, soldati e risvegliati non vedo più Van. Intorno a noi è un delirio, non so come riusciremo a uscirne vivi. Ma in fondo non mi importa, nessuno di noi ha niente da perdere: o torniamo vincitori o non torniamo affatto.

DONG!

Con un poderoso colpo di reni King si libera dai legacci che lo tengono e si sposta in basso, lungo il fianco opposto della collina, puntellandosi con la gamba sana. Mi basta un'occhiata alla linea delle bandiere per capire che non va bene per niente. Cazzo.

DONG!

Non ci voleva. "Che facciamo, Ram?" "Andiamogli addosso e riportiamolo qui!" Musica per le mie orecchie. Mi lancio in avanti, raggiungendo il Tenente e Roy. Quel che resta dello squadrone di Greyhaven sta facendo un gran lavoro con i Risvegliati tutto intorno a noi. Di Van nessuna traccia, sparito nel nulla.

DONG!

Ci resta poco tempo. Avvicinarsi a King quanto basta per colpirlo sembra impossibile, quelle braccia immense non lasciano scampo. Ma se c'è un uomo capace di rendere possibile l'impossibile, quello è Ram. "Proviamoci insieme, al mio via: uno, due, VIA!".

DONG!

E' Roy a prendere la botta, che lo scaraventa lontano. Credo che abbia preso lo scudo, o almeno lo spero. Io e Ram riusciamo a passare: pianto Ametista su quello che dovrebbe essere il ventre, mentre il martello da guerra di Ram si abbatte furiosamente sul fianco sinistro. Entrambi evitiamo la gamba sana, l'obiettivo adesso è riportarlo su... Prima che sia troppo tardi. Avanti, stronzo: vieni. Avanti.

DONG!

La risposta di King non si fa attendere: Ram viene colpito da un violento manrovescio e spedito tra gli alberi. Ho già visto questa scena: un anno fa, su una collina a poca distanza da dove siamo ora. La differenza è che stavolta penso soltanto al bicchiere mezzo pieno: non è morto allora, non morirà adesso. Osservo quel braccio enorme che si piega ad arco e mi preparo a fare la stessa fine, quando un'ombra scura sfreccia rapidissima di fianco a me.

DONG!

Con un ruggito feroce l'Angelo Nero spicca il volo e si schianta con il suo spadone sul torace del mostro. Ha la testa insanguinata e un occhio chiuso, parti della sua armatura mi sembrano rotte, ma si muove con la stessa rapidità impressionante di prima. Grida qualcosa che non riesco a capire, poi salta a terra in tempo per evitare le palanche assassine del titano di pietra. Anche King sembra urlare, cercando furiosamente di ghermirlo: ha ancora lo spadone conficcato nel petto.

Navèl - Immagine

DONG!

... e dodici: ci siamo. L'Angelo Nero si arrampica con rapidità disumana verso la cima della collina, trascinandosi dietro King che colpisce il terreno dietro di lui. Lo sta portando nel posto giusto, ma non c'è più tempo. Osservo quel che resta dello squadrone di Greyhaven e del dodici: mi guardano in silenzio, aspettando un mio ordine. Sanno tutti che restare qui è una condanna a morte: vorrei salvarli, ma non ho scelta. "Mantenete le posizioni! Spero che abbiate messo le scarpe da roccia, perché adesso..."

La frase mi muore in gola, mentre osservo impotente la stella cometa che spicca il volo dalla riva opposta del Traunne per sfrecciare oltre il fiume, verso l'alto, verso di noi. Nel lungo istante prima dell'impatto ripenso agli ultimi tre giorni, al culo che ci siamo fatti per montare quella campana nel mulino di Tober, a piantare le bandiere su questa collina di merda per consentire agli artiglieri di calcolare l'alzo del Fannullone: tutto per poter arrivare a giocarsi questo piatto nel modo migliore, a vivere questo singolo istante qui ed ora.

Il proiettile colpisce il torace di King con precisione assoluta, esplodendo in una tempesta di pietre, fuoco e fiamme. Dovrei andarmene, ma non riesco. Dovrei sentire la vampata fortissima di caldo sul viso, le urla atroci dei miei compagni investiti dagli schizzi di quell'olio infernale, invece nulla. L'unica cosa che riesco a fare è contemplare con orgoglio misto a soddisfazione il corpo menomato di quel mostro di roccia che crolla di schiena sulla cima della collina. Di Ram, Roy, Van e dell'Angelo Nero nessuna traccia. A quanto pare sono l'unica ancora in piedi, questo significa che tocca a me giocare l'ultima mano.

Prendo il corno e lo porto alle labbra, pronta per il grande bluff. Il colpo gli ha fatto saltare via lo spadone che lo infilzava, insieme a gran parte del petto: è ancora vivo, ma non può reggerne un altro così. Lo guardo, poi mi volto in direzione del Traunne e soffio nel corno con quanto fiato ho in corpo, come se volessi svegliare tutto l'Anterlig. La risposta di King non si fa attendere: un nuovo terremoto scuote la collina, gettandomi a terra come un fuscello e risucchiandolo in un istante in una enorme crepa nel terreno. Giù nel cimitero, diretto verso la cripta dove pensa di potersi leccare impunemente le ferite.

Sorrido come una scema, mentre rotolo giù per il fianco della collina. Ci sei cascato, stronzo. Per nostra fortuna non conosci i tempi di ricarica del Fannullone, altrimenti non saresti corso a rintanarti come una talpa. Ti aspetta una bella sorpresa, lì: Joden, Vasq, la pizza è nel f-

BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOM!







"Zia, mi senti?"

Un fischio assordante. Ecco cosa sento.

"Quando hai finito di crepare vedi di aiutarmi, che non sei poi così leggera".

Mi scrollo di dosso la terra che mi ricopre. "Come sapevi che ero qui? Mi hai vista rotolare giù dalla collina?"

"Collina? Quale collina?"

Mi volto e contemplo il risultato dei nostri sforzi. La collina di Holov non esiste più: al suo posto, a perdita d'occhio, c'è l'apocalisse: una distesa informe di terra, roccia, radici, tombe, corpi maciullati e alberi distrutti, con la pioggia battente che cerca invano di spegnere un inferno di fiamme che ruggisce a poche decine di metri da noi. Rabbrividisco al pensiero dei soldati che si trovavano lì. Che si trovano ancora lì. a questo ci avete costretto, mostri maledetti.

Apocalisse - Immagine

"...E' morto, almeno?"

Van annuisce. "Lo ha decapitato Garruk, con la spada di Navèl. Avresti dovuto vedere la sua faccia..." Abbiamo vinto. Nei prossimi giorni scopriremo quanto ci è costato.

"...La conosco bene, la sua faccia! E' vivo, dunque: Ram e Roy?"

"Ram era con lui: adesso ti ci porto".

"... e Roy?"

Van fa una pausa. "Non ne ho idea: mi chiedi troppo".

"Dobbiamo cercarlo: potrebbe essere ferito..."

Van scuote la testa "Non esiste, zia. Io ho un braccio rotto, e anche tu non sei al tuo meglio". Seguo il suo sguardo verso le gambe e quasi mi viene un colpo quando vedo quello che ho al posto del piede.

"Non sento niente..."

"E' normale: è l'agitazione. Non preoccuparti, tra poco strillerai come una mocciosa".

C'è qualcosa di strano nei suoi occhi, nella sua voce: qualcosa che proprio non mi piace.

"Perché quella faccia? C'è qualcosa che devi dirmi?"

Silenzio, poi ancora quello sguardo. Perché mi guarda così? Non è che... Sono stata morsa? Cazzo. Poi, improvvisamente, ricordo: lo scoppio del proiettile, il planem dappertutto, la vampata di calore in faccia...

"Ferma!" esclama mentre mi afferra col braccio buono la mano che stavo istintivamente portando al viso. "Non toccarti!"

Cazzo.

Cazzo Cazzo Cazzo Cazzo.

"Quanto è..."

"... Non molto: ma non tocc..".

"QUANTO, CAZZO?" Dèi, ora che lo so comincio già ad avvertire il dolore.

"Ascolta... Non lo so, non sono un medico, ma non mi sembra la fine del mondo. Adesso ti porto sulla barca, così ti guardano le tipe che ci capiscono: qui non possiamo restare, è pieno di Risvegliati. Abbiamo vinto, ora dobbiamo tornare".

Annuisco, stringendo i denti: d'un tratto sento un dolore fortissimo al piede, alla faccia... Cazzo. Da non crederci. Di camminare non c'è verso, mi lascio caricare sulle spalle. Non so come faccia a sollevarmi e a trasportarmi con un braccio solo, fatto sta che ci riesce.

"Van.."

"Si?"

"... Destra o sinistra? O entrambe?"

"... In che senso?"

"Vorrei posare la testa senza lasciarti la faccia sull'armatura".

"... la destra. Posa la guancia destra".

La sua schiena è calda, o forse è solo la suggestione dovuta alle lingue di fuoco che ci circondano. Camminiamo seguendo il corso del fiume, diretti verso la sagoma della Disperata che si staglia imponente di fronte a noi. Erano anni che non la vedevo risalire il Traunne: mi sento come lei, in questo momento. Al tempo stesso mi vergogno di me stessa, con tutti i compagni che sono morti sto qui a preoccuparmi di un graffio sulla faccia.

"Van.."

"Si?"

"Faccio schifo, vero?"

"Tranquilla, le votazioni scadevano ieri: ormai non posso più cambiare la mia preferenza...".

Scoppierei a ridere, se non fosse che ho paura di farmi un male cane. "Sei uno stronzo..."

"Ma come! Ti ho appena detto che ti ho votata..."

"A maggior ragione".

Raggiunta la Disperata vengo affidata alle cure di June, la paladina fighetta: Astor, la figlia di Inferno, è impegnata a rattoppare gente che rischia di crepare. Le chiedo se dovrò rinunciare al piede, alla faccia o a entrambe le cose. Lei sorride e mi dice di non preoccuparmi, poi mi spalma un impasto di erbe aromatiche e mi fa bere una tisana che odora di funghi. Improvvisamente comincio a sentirmi intontita. "Guarda che lo so che sei di Pyros", mormoro. "Se dici le bugie non vai in paradiso..."

"Dormi, adesso: e stai tranquilla". Mentre lo dice, un nugolo di farfalle colorate si sprigiona dai suoi capelli... no, non sono farfalle: sembrano più dei piccoli Croc di colore rosa, ciascuno con delle minuscole ali da pipistrello.

... Hai capito, la streghetta...

Poi tutto si spegne.
scritto da Ali Shark , 01:53 | permalink | markup wiki | commenti (2)