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Forum di Myst

 
« Veramente Luger mi ha detto che, per come sono maga io, se vedo un mago è meglio se gli sparo una freccia »
- Kailah Morstan -
 
Il Valvassore
Guelfo da Flavigny
 
creato il: 20/05/2005   messaggi totali: 60   commenti totali: 79
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30 Settembre 517
Lunedì 19 Maggio 2008

Aspetto che il sonno mi strappi a questa nottata di penose amarezze. Penso a Lord Graham, a quanto avrebbe sofferto per lo spettacolo ignobile che è stato dato, per l'entusiasmo con cui sua figlia si è rotolata nel fango pur di umiliare pubblicamente il suo promesso fedifrago. Torno con la mente ad un pomeriggio di sette anni fa; si era eppena concluso uno dei miei primi allenamenti di scherma, ed io, frustrato dalla facilità con cui il maestro d'armi aveva avuto ragione dei miei patetici assalti, gettai in terra la spada, e mi misi ad accusare il mio avversario di aver combattuto slealmente.
Graham Dillon mi venne incontro, cupo in viso come mai più avrei avuto la sfortuna di vederlo, e pose fine alle mie escandescenze con l'unico schiaffo che da lui ho ricevuto. "Bada bene, Guelfo, -mi disse con un filo di voce- nella vita conoscerai molte sconfitte. Ed ogni volta, sarai chiamato a fare una scelta. Potrai fare ciò che hai fatto oggi, lasciare che il risentimento si impadronisca di te e ti renda vile e meschino. O puoi far sì che gli avversi rovesci non ti portino via il bene più prezioso, ciò che distingue gli uomini dalle bestie: la dignità, Guelfo, la dignità. Fila nella tua stanza, ora, e rifletti sulla delusione che mi hai appena dato."

Molte volte mi sono sforzato di rispettare il suo ammonimento, l'ultima nel cortile di Enfer, soverchiato dalla scherma formidabile di quel Dallah... l'umiliazione che mi ha inferto è stata insopportabile, eppure sono certo che nel non guastargli il meritato trionfo ho saputo preservare quel poco che restava del mio onore.

Desiree ora dorme, sfinita dal torrente di lacrime, dagli strepiti con cui ha scelto di dare pubblica testimonianza del suo dramma. La debolezza non è una sventura che ci tocca in sorte. Come mi insegnò Lord Dillon, la debolezza è una scelta. Non dubito della genuinità della sua disperazione, perchè ora che ha ceduto alla tentazione di usare come un'arma il torto subìto , ora che ha avuto la sua piccola vendetta ( nella forma di una confessione che, manco a dirlo, ha preteso avvenisse al cospetto della povera Solice e di noialtri al gran completo), ora che si è fatta vegliare come una bimba in preda alla più feroce delle febbri... ora non le resta niente. E' sola, Desiree, con la donna che ha scelto di essere.

Che dire poi di Loic, che nel bel mezzo del trambusto di cui è il vero responsabile trova il coraggio di venirmi a rinfacciare le mie mancanze di fratello, raccomandandomi di mostrare maggiore premura nei confronti della donna la cui fedeltà tante volte ha sprezzantemente messo in dubbio, e che poi ha finito lui stesso per oltraggiare? La cosa esilarante è che, a modo suo, sta cercando di rimediare: sentirlo così, tutto serio e compunto, a dispensare la sua "saggezza" da osteria a noialtri sprovveduti persino in un frangente come questo mi ha fatto più tenerezza che rabbia.
Persino al cospetto di Pyros, quando gli sarà chiesto conto dei suoi peccati, il nostro Loic troverà il tempo di spiegare al Dio un paio di questioni teologiche che forse Gli sfuggono. Speriamo solo che la Sua indulgenza non sia minore della nostra.

No, non posso certo dirmi dispiaciuto della fine di questa relazione. Certo non ha fatto sì che i due amanti crescessero in virtù. Eccolo qui, il moralista che avrebbe dovuto salvare mia sorella dalla perdizione, consegnato alla storia come uno squallido adultero... eccola qui, la donna d'intelletto che avrebbe dovuto dirozzare il suo rude spasimante, con che naturalezza si abbandona a scene indegne di una fantesca, strappandosi i capelli e battendosi il petto come neppure sulla tomba del padre seppe fare! E non mi commuove certo la sofferenza di maniera di Julie, che non ha mancato di versare qualche lacrima sulle sventure di Desiree. Magari avesse dimostrato la stessa emozione nell'affrontare il cugino colto in flagranza di adulterio, magari gli avesse opposto un po' di rabbia, un po' di sconforto, un po' di riprovazione per la viltà del suo tradimento. Se davvero le fosse importato di questo guazzabuglio, avrebbe pianto allora e non stasera.

Ce l'ho con tutti, stanotte, e specialmente con me stesso. Non aver capito quanto per Solice fosse inconcepibile la situazione in cui è piombata. Si immaginava di trovarci affranti per la scomparsa di Padre Grimaud, stanchi ma orgogliosi per le molte battaglie combattute e vinte, impazienti di ascoltare il racconto della sua sfida al mostruoso Hlogast, preoccupati per l'importante azione a cui stiamo per prendere parte. E certamente l'esasperazione e il sarcasmo con cui ho dato sfogo ai miei crucci non l'ha aiutata ad affrontare questi momenti di follia, anzi, io stesso ho contribuito a rabbuiarla ulteriormente. Quando l'abbiamo conosciuta ci guardava con occhi pieni di ammirazione. Stasera nei suoi occhi c'erano sconcerto, smarrimento, delusione e tristezza... domattina le parlerò: dopo tutto il coraggio e la forza di cui è stata capace in questi mesi, dopo la saggezza, quella vera, con cui è riuscita a guidarci e sostenerci, certo non si merita di essere ripagata in questo modo.









scritto da Guelfo da Flavigny , 14:32 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
28 Settembre 517
Giovedì 8 Maggio 2008

...

E' una strada difficile, la nostra. Quando l'abbiamo imboccata, più di un anno fa, eravamo entusiasti, agguerriti, pieni di speranza. Credevamo di poter combattere questa battaglia senza mai perdere il sorriso. Pensavamo che in fondo fosse un gioco, non molto diverso da quelli che un tempo si facevano sulla collina di Patrick: quante volte abbiamo dato la caccia agli orchi e ai folletti rintanati nel vecchio mulino, quanti spaventi abbiamo preso, quante risate ci hanno tolto il fiato...ed ogni volta, al calar del sole, non vedevamo l'ora di tornare a casa, stanchi e felici, e gli affettuosi rimbrotti degli adulti erano per noi una musica dolcissima.

Ci siamo illusi che quella magia vivesse ancora una volta, che potessimo riprendercela con la forza dai malvagi che ce l'avevano portata via. Che sciocchi siamo stati.

E' notte fonda, ormai, e non c'è nessuna casa a cui fare ritorno. Cominciamo a domandarci se abbia davvero senso attardarsi a giocare nel buio. Se lo è chiesto Desireè, fragile e spaurita come non l'ho mai vista in tanti anni. Se lo è chiesto Julie, convinta che la luce di un servitore di Pyros possa rendere la tenebra meno spaventosa.
Se lo è chiesto Loic. All'alba della nostra missione più pericolosa, eccolo che cerca quella casa perduta tra le braccia di una ragazzina che potrebbe ritrovarsi vedova prima ancora di averlo sposato. Non vuole sentire ragioni, è troppo infelice, troppo solo. Se fosse accaduto il mese scorso ora sarei infuriato con lui, e lo avrei travolto con il consueto torrente di improperi e di accuse. Ma dopo aver rivisto Nailah, anche io mi sono chiesto che senso abbia attardarsi a giocare nel buio.

Capisco fin troppo bene i tormenti del povero Loic, ora, e prego gli Dei che, superata quest'ultima prova, egli sia saggio abbastanza da abbandonare una volta per tutte il nostro gioco folle: è un fardello troppo grave persino per spalle ampie e forti come le sue, e finirà per consumarlo come fece con il nostro Abel.

Quanto a me... io giocherò fino in fondo. Non per coraggio, non per caparbietà, non per Fede. C'è in palio la MIA vendetta, e non ci sarà mai casa per me fintanto che io non l'abbia ottenuta.
scritto da Guelfo da Flavigny , 15:11 | permalink | markup wiki | commenti (2)
 
21 Settembre 517
Mercoledì 30 Aprile 2008

Sir Bruno Malade ha preso il posto che fu di Padre Richard Grimaud. Ora mi spiego gran parte dell'insofferenza mostrata da Quart mentre ci spiegava chi fosse l'uomo che avremmo dovuto salvare da Tallad e i suoi scagnozzi: deve essere stato difficile per il nostro Paladino accettare che un tipo come Bruno si facesse carico di responsabiltà così enormi. Credo, tuttavia, di averci visto giusto: bonario, svagato e petulante sì, ma anche in grado di prendere decisioni gravi rapidamente e senza ripensamenti, così come di bilanciare la sua capricciosa ostinazione con una curiosità viva, quasi spavalda. Così diverso da Lord Dillon, eppure così simile per acume e amor di scienza. I due giorni di studio trascorsi ad Enfer mi hanno riportato alla mente le ore che tanto detestai e che più tardi ebbi a rimpiangere, in cui il mentore mio con paziente affetto si adoperava per l'istruzione del suo svogliato pupillo. Ora più che mai sono convinto che quest'uomo eccentrico e scostante saprà colmare il vuoto spaventoso lasciato da Grimaud, che Kayah lo abbia in gloria, e malgrado le diffidenze che molti sembrano nutrire, condurci a nuove ed importanti vittorie.

Ho parlato con Loic di una questione che per troppo tempo mi sono astenuto dal render nota al resto dei compagni, e che giorno dopo giorno diventava un fardello sempre più grave. Non è stato ne' semplice, ne' tantomeno piacevole rivelargli l'esistenza della mappa che Eric così gelosamente (e così sconsideratamente) custodisce, e su cui malgrado gli accordi presi si è ben guardato dal ragguagliarmi. Forse non ha capito, Eric, quanto mi costasse tenere gli altri all'oscuro di un fatto potenzialmente grave e pericoloso, che si trattava di un tradimento della loro fiducia, a cui sarei stato disposto a piegarmi solo in presenza di forti rassicurazioni. Certamente le risposte evasive e quasi infastidite che mi ha dato quando gli ho chiesto delucidazioni sulle sue escursioni tra le rovine di Craon non hanno fatto altro che aumentare la mia preoccupazione. Spero che Frate Erwin, che i Navar si accingono a consultare e che mi riprometto di interpellare io stesso, sappia portare un po' di luce in una questione così tenebrosa.

Ora, però, ad altro si rivolgono i miei pensieri, ad un incontro che in queste settimane di prove e difficoltà ho a lungo desiderato, e che finalmente sta per avere luogo. Pochi istanti ancora, Nailah, e potrò rivederti.
scritto da Guelfo da Flavigny , 03:08 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
settembre 517
Domenica 30 Marzo 2008

Dannazione!

Ci sono andati giù pesanti, a Chalard. Proprio mentre cominciavamo ad illuderci di averle messe alle corde, di aver sventato i loro disegni criminali, le Falangi dell'Ordine Nero ci hanno infitto un colpo mortale. Con Padre Grimaud assassinato, è imperativo proteggere Sir Bruno e le informazioni che possiede. E non c'è un secondo da perdere, visto il vantaggio che i sicari di Albert Keitel hanno su di noi. Vorrei avere il tempo per festeggiare l'eroica impresa compiuta dai fratelli Navar, per assicurarmi che Nailah stia bene (Jacob grazie agli Dei è salvo, così come Quentin e tutti i ragazzi del Collegio), per abbandonarmi a rinnovati propositi di vendetta nei confronti dell'infame Shaft... vorrei avere il tempo per preoccuparmi di Solice e delle peregrinazioni oniriche che l'attendono, della povera Desireè che mi sembra sempre più smarrita. Ma no, Quart ci ha scaraventati nell'ennesima azione disperata, e per quanto Karen stia dando prova di un'abilità impressionante quasi quanto la sua bellezza le nostre possibilità di successo restano pressochè inesistenti. E come se non bastasse, ora a rallentarci ci si mette anche un signorotto orbo e vanaglorioso, e con lui quel buffone petulante che si ritrova per scherano. E se al primo non posso certo impedire l'esercizio delle sue prerogative nobiliari, messer Dallah non vede l'ora di ricevere una solenne ripassata: non sarò certo io a negargliela.

So che potrebbe rivelarsi un ulteriore contrattempo di cui certo non abbiamo il minimo bisogno, e devo ammettere che più ci penso e più mi convinco che la mia sfida sia stata assai poco saggia e certamente irresponsabile: quando si ha a che fare con uomini ottusi e prepotenti, non è ascoltando l'orgoglio che si impedisce loro di nuocere ai nostri scopi. Eppure le parole beffarde e villane che questo Dallah ha avuto l'ardire di rivolgere a Karen, la scortesia che ha adoperato nei confronti suoi e di Julie...sono mancanze su cui un gentiluomo non può transigere. Se per ricevere le dovute scuse ci sarà bisogno di pungolarlo generosamente con la spada, così sia!


scritto da Guelfo da Flavigny , 21:45 | permalink | markup wiki | commenti (1)