Annika ha scritto:
Ho letto tutto con attenzione, e mi piace molto.
Ho solo un dubbio, che riguarda in generale i poteri di "inganno": se il master vuole ingannare non solo i personaggi ma anche i "giocatori" come può fare ad usarli? Il semplice fatto di richiedere un tiro di VOL mette tutti in allarme, ispirando diffidenza verso il png di turno.
Certo, uno può giocarsela "alla vecchia maniera", usando un forte recitare e argomentazioni convincenti per "conquistare" i pg e ingannare i giocatori: ma al primo tiro di dado strano i giocatori automaticamente mangiano la foglia... e tutto il lavoro di recita precedente va a monte.
Avevo pensato a come risolvere questo problema dei "tiri non manifesti" tempo fa: ad esempio, è sufficiente che il Master conosca il punteggio di Volontà (e/o eventuale Abilità Secondaria) del PG bersaglio e poi effettuare lui stesso il tiro, o in alternativa (se preferisce far tirare il giocatore stesso) richiedere un normale tiro di quelli non sospetti (es. Individuare, Atletica, Ascoltare, Percepire Emozioni), considerando soltanto il risultato dei 3d10 e sostituendo la primaria e secondaria corrispondenti. Questa seconda soluzione è estremamente funzionale, rispetto alla prima consente anche al Master di mettere in guardia il giocatore sull'importanza del tiro, dandogli quindi la possibilità di utilizzare la fortuna per ritirare qualcosa senza fornirgli
spoiler di rilievo su quello che sta realmente succedendo.
E' fondamentale in questi casi che il Master tenga in conto tutti gli elementi che potrebbero incidere sull'esito, segreto o manifesto, del potere: ad esempio, un Paladino o un Sacerdote della Luce presente potrebbero essere interessati a proteggere la vittima spendendo punti di Concentrazione in qualche modo, e in quel caso secondo me diventa davvero difficile ingannare i Giocatori. D'altronde la difficoltà con cui il Master si trova costretto a procedere è parte del divertimento in queste situazioni, se quello che gli interessa è ingannare i Giocatori: se non gli va, è liberissimo di fregarsene e di giocare in modo manifesto, ma a quel punto dovranno essere i Giocatori a interpretare in modo onesto e sportivo il proprio Personaggio, senza lasciarsi influenzare.
Ricordiamoci sempre che ai Giocatori non sempre piace essere "ingannati", specialmente se non vengono date sufficienti garanzie che il PG sia stato tutelato nella gestione "narrativa" dell'inganno da parte del Master. Molto spesso in questi dati viene data l'impressione opposta, ovvero che il Master ha "deciso" che il Sekhmet deve avere successo nel suo tentativo di inganno, togliendo ai PG il diritto sacrosanto di accorgersi del pericolo, e questo ovviamente non può e non deve avvenire.