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Abel poté assistere alla morte della giovane e solo nell’estremo momento si rese conto dei sentimenti che li legavano. Dopo lunghi giorni di disperazione, Abel si taglio di lunghi capelli e il suo sguardo assunse una vena di malinconia e severità che nessuno sarebbe più stato in grado di togliergli. Fu mandato nel collegio di Chalard dove cominciò la sua educazione culturale e militare, insieme a quello che restava della sua famiglia. Presso i padri di Kayah poté molto meditare e discutere su quel tragico episodio della vita e riuscì a convincersi che la morte è dono degli Dei e sommo fine di questa vita terrena di lotta e stenti. Perché essere felici per un bambino che nasce e non godere della sua morte, quando si sa che nel mentre rinasce tra le bracca della nostra eterna madre Kayah? La morte la capì, ma l’amore no. Che senso aveva che gli dei gli avessero messo nel cuore tutti quei sentimenti per poi strappargli dalla vista l’oggetto di questo amore? Così con il tempo tornò il lui l’allegria di un tempo, il coraggio e l’intraprendenza, ma non riuscì più ad amare una donna come aveva amato Gaia. Se era vero che questa vita è solo un passaggio e che Gaia lo aspettava tra le braccia di Kayah, che senso aveva innamorarsi di un’altra donna? Con questi ragionamenti Abel accettava sempre di più di affidare la sua vita nelle mani della Dea perché Lei, dopo averne fatto ciò che desiderava, lo prendesse con se. Nel collegio di Chalard c’era anche Stratos, vecchio amico e compagno di giochi a Caen. Lui però non sembrava tagliato per lo studio teologico, vedendo il disagio dell’amico crescere fu Abel stesso a convincerlo ad abbandonare il collegio sperando di poterlo rincontrare un giorno. Anche con lui aveva spesso discusso di Gaia, ma Stratos aveva idee molto diverse dalle sue sulle donne. Nei suoi anni di studio la sua curiosità per l’ignoto non venne a mancare. Per quanto gli fosse possibile si documentò presso i dotti padri di Kayah sugli eventi occulti e tenebrosi e in fondo al suo cuore ha sempre voluto osservarli e combatterli di persona come un grande paladino. Quale grande gioia sarebbe presentarsi a Gaia come un grande cavaliere di Kayah! In collegio imparò a pregare e a meditare come la Dea vuole, ma imparò anche ad usare le armi, per mettere a disposizione il suo braccio nella lotta contro le tenebre e le ingiustizie del mondo. |